È tutta una porcatam

Non si può negare, è un gran casino: la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale il porcellum con il quale sono state elette tre delle ultime quattro legislature, queste legislature illegittime hanno poi eletto due volte il Presidente della Repubblica (che poi era sempre lo stesso) e il Presidente illegittimo è stato poi l’artefice del Governo Monti, illegittimo pure quello di conseguenza. Come se non bastasse è incostituzionale anche più di un terzo dell’organo che ha decretato l’incostituzionalità del porcellum poiché Paolo Napolitano, Giuseppe Frigo e Sergio Mattarella sono stati eletti dal Parlamento dopo il 2005 (anno della Legge Calderoli) e Paolo Grossi, Marta Cartabia e Giuliano Amato li ha scelti “Re Giorgio I” Napolitano.
In pratica gli ultimi 8 anni di politica italiana sono del tutto illegittimi e incostituzionali.
Cosa fare? Questa la domanda che ci si pone in questi giorni. Secondo Grillo e B. (che incredibilmente sono d’accordo) l’unica possibilità è di sciogliere le Camere e tornare alle urne, ma con che legge elettorale? La Corte ha partorito una specie di “porcellum purificato” che consiste in pratica nel proporzionale puro, padre di ogni inciucio e di ogni larga intesa. Ma questa nuova legge elettorale è frutto del lavoro della Corte Costituzionale nella quale sei membri su quindici sono stati scelti da organi illegittimi.
È proprio un gran casino e non si sa come venirne fuori. Calderoli, autore del porcellum, afferma di aver sempre detto che si trattava “di una porcata”, allora ci si chiede perché l’abbia fatta, anche se la risposta più probabile è molto amara.

Camera e Senato litigano su chi debba discutere una riforma elettorale che sopravviva all’eventuale vaglio della Corte Costituzionale e contemporaneamente permetta loro di rimanere avvinghiati alle poltrone parlamentari e nel frattempo non combinano nulla. Re Giorgio prova a tenere su il Governo Letta sostenendo che è del tutto legittimo (non si sa su quali basi). E intanto Angelino Alfano presenta il logo del Nuovo Centro Destra, tanto per andare controcorrente: un quadrato blu su sfondo bianco. Sul web c’è chi lo elegge “il simbolo più brutto della storia” e chi si augura che sia “il simbolo di un purgante” diretto ai soliti noti.

Insomma, l’Italia sta andando a rotoli, Bill Emmott, editorialista dell’Economist, ci consiglia di approfittare di questo momento di totale smarrimento per iniziare a cambiare questo paese e noi invece cosa facciamo? Presentiamo un logo che sembra il simbolo di un medicinale oppure, come il ben noto Governatore Cota, ci compriamo con i soldi pubblici delle mutande verdi.

Però… in effetti Cota ha ragione: in mezzo a tutta questa merda un paio di mutande va benissimo anzi, meglio il pannolone.

Tito Borsa

Ho fondato La Voce che Stecca e l'ho diretta fino al 30 settembre 2017. Una laurea in Filosofia all'Università di Padova e molti progetti per il futuro.

Shares