Matteo Renzi, il politico del futuro

La notizia è grave, inaspettata e, oserei dire, drammatica. Rimbalza dalle televisioni al web portando con sé un’aura di morte. Insomma… il Presidente del Consiglio “don” Enrico Letta domani pomeriggio salirà al cospetto del sovrano per consegnare le proprie dimissioni. In un’Italia che piange l’amatissimo Premier che così tanto ha fatto per gli italiani che in massa lo votarono, solo pochi gongolano: si tratta di Matteo Renzi e dei suoi fedelissimi seguaci. L’uomo che ha incantato il mondo comparendo sulla copertina di Vanity Fair ha infatti deciso di formare il nuovo esecutivo già all’inizio della prossima settimana con il benestare dell’altrettanto felice Re Giorgio I. Molti italiani, di certo i meno attenti, si stanno chiedendo cosa possa fare Renzi che non abbia già provato a fare Letta per salvare l’Italia. Don Enrico non ha certo il fascino, lo charme e lo sguardo vuoto ma ammiccante del Segretario del PD; non ha certo quella retorica, quella dialettica, quello stile inconfondibile che convincerebbe gli arabi a regalarci dieci pozzi di petrolio solo leggendo la lista della spesa; e soprattutto non ha mai dato prova di saper gestire la propria agenda quasi meglio di Mastrapasqua impersonando contemporaneamente il Segretario del PD, il Sindaco di Firenze, l’amico di B., il modello, il personaggio televisivo e ora anche il Presidente del Consiglio. Renzi è proprio il politico del futuro: basta ideologie, basta programmi concreti in aiuto dei cittadini, basta schifosissimi comizi in piazza. Ora la politica è televisione, reality e riviste.
Un dubbio però sorge: gli italiani vogliono Matteo Renzi Presidente del Consiglio? L’unico modo per saperlo sarebbe andare alle elezioni, se ce lo permettessero.
Tito G. Borsa

Tito Borsa

Ho fondato La Voce che Stecca e la dirigo dal 19 aprile 2014. Scrivo ogni mese sul Borghese e ogni tanto sul blog Sostenitore del Fatto Quotidiano. Una laurea in Filosofia all'Università di Padova

Un pensiero riguardo “Matteo Renzi, il politico del futuro

  • febbraio 14, 2014 in 12:55 pm
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    Che senso ha andare alle elezioni con il proporzionale puro? Sarebbe solo una perdita di tempo.

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