Lettera aperta a Matteo Renzi

Gentilissimo Presidente,

spero non sia un problema se mi permetto di darti del tu, ma non credo: con te al Governo ogni formalità sembra essere sparita. Ti ho appena visto in televisione da Fabio Fazio e mi è venuto spontaneo scriverti queste modestissime righe perché necessito di qualche chiarimento. Sapendo l’attenzione che riserbi ai cittadini, non ho dubbi che risponderai appena possibile a questa mia lettera.

Il punto focale delle tue promesse (che tu ti ostini, non si sa con quale motivazione, a chiamare progetti) è l’abolizione del Senato della Repubblica che equivale all’abolizione del bicameralismo perfetto che ci accomuna a paesi come l’Inghilterra, solo per fare un esempio. Il bicameralismo perfetto prevede che una legge passi dalla Camera al Senato che, nel caso la modifichi, deve rimandarla alla Camera e così via. Tu, proprio stasera da Fazio, l’hai ritenuta una perdita di tempo: massì, eliminiamo una delle due camere così accorciamo i tempi. Anzi, già che ci siamo eliminiamo direttamente tutto il Parlamento e lasciamo al Governo carta bianca: un’oligarchia senza freni che però non perde tempo. Il bicameralismo perfetto è un importantissimo controllo ulteriore di democraticità delle leggi e toglierlo, soprattutto in un paese con il passato che ha l’Italia, mi sembra quanto meno pericoloso. Tutto questo dando per scontato che i senatori voteranno per la propria eliminazione: un harakiri collettivo.

 

L’altro punto riguardo cui necessito di un chiarimento è il “nuovo Senato costo zero”: un gruppo di persone “non retribuite e non elette” (citando proprio le tue parole) con funzioni completamente staccate da quelle della Camera. Tali persone sarebbero dei rappresentanti delle regioni, delle minoranze e del mondo della cultura che lavorerebbero gratuitamente per lo Stato italiano. Tu hai affermato che lo farebbero spinte da un enorme e irrefrenabile senso civico… lo stesso che ha impedito a te e ai tuoi giannizzeri di diminuirvi lo stipendio come hanno fatto (addirittura devolvendolo tutto a un fondo per le imprese in difficoltà) i tuoi nemici, il M5S.

Sperando in una tua gentile risposta, ti auguro di essere più chiaro a tutti nelle tue prossime apparizioni televisive e non.

 

Tito G. Borsa

 

Tito Borsa

Ho fondato La Voce che Stecca e la dirigo dal 19 aprile 2014. Scrivo ogni mese sul Borghese e ogni tanto sul blog Sostenitore del Fatto Quotidiano. Una laurea in Filosofia all'Università di Padova

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