Il Silvio rampante

Berlusconi torna in tv: l’ex Cavaliere, ad un mese dalle elezioni europee e amministrative, decide di accontentare i pochi che rimpiangevano gli anni in cui il leader di FI era una presenza permanente sui nostri teleschermi. La verità è molto meno romantica: i sondaggi raccontano di un crollo vertiginoso di Forza Italia e, per tutta risposta, Berlusconi decide di tornare in tv. 77 anni, una condanna (seppur non al carcere) da scontare, la espulsione dal Senato e la perdita del diritto di candidarsi e di votare però si sentono: il discorso è vuoto, già sentito, pronunciato con neppure troppa convinzione e senza nemmeno un giornalista (in questo caso era Matteo Berti del TG5) che finga di intervistarlo inframezzando il monologo. Riportiamo alcune frasi per porle al vaglio del lettore: a noi suonano come un déjà vu. «Oggi non siamo più in una democrazia» forse su questo ha ragione. «Seguiremo regole opposte a quelle della Sinistra», l’importante è che la Sinistra non segua le vostre. «Non ci possono essere più sottratti i voti», anche questa mai sentita. «Tra un anno e mezzo, alle elezioni politiche, ci sarà una grande vittoria dei moderati», il solito Silvio di Delfi. «Faremo una riforma della giustizia», lotta alle toghe, che novità. Quel che suona nuovo è il rifiuto di Berlusconi verso qualunque coalizione: «vinceremo senza alleati, senza ricatti dei piccoli partiti». Pare davvero strano che a dirlo sia il leader di un partito che ha sempre diretto le coalizioni di centrodestra: nel 2013 ha sfiorato la vittoria solo grazie ai microscopici partiti coalizzati con lui. Che Berlusconi cambi idea rapidamente non è una novità ma che lo faccia così radicalmente fa un po’ strabuzzare gli occhi. L’ex Cavaliere però è magnanimo e ha ringraziato tutti i 12000 (!) Club Forza Silvio in Italia, quindi in media un centinaio per provincia. Il Club Forza Silvio è una trovata a dir poco geniale su cui non desideriamo soffermarci ulteriormente fuorché per un dato finora ingiustamente trascurato: le letture consigliate. Ebbene sì, come ogni maestro che si rispetti, anche B. consiglia dei libri che sono per lui essenziali, vediamo quali sono: “L’Italia che ho in mente” e “Discorsi per la libertà” di se medesimo; “I discorsi per la libertà” di Autori Vari, ossia i Club di Forza Italia; “Il grande imbroglio” di Renato Brunetta e qualche libro di Sandro Bondi, senatore di FI accusato di votare in vece di parlamentari assenti, e di Fabrizio Cicchitto, parlamentare dal 1976 e grande amico di Berlusconi, finché non è passato con Alfano a NCD. Noi, a differenza dell’ex Cavaliere, non possediamo poteri oracolari ma, se si continua così, pare evidente che qualcosa stia traballando.

Tito G. Borsa

Tito Borsa

Ho fondato La Voce che Stecca e la dirigo dal 19 aprile 2014. Scrivo ogni mese sul Borghese e ogni tanto sul blog Sostenitore del Fatto Quotidiano. Una laurea in Filosofia all'Università di Padova

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