Tutti gli uomini dal Presidente

Oggi alle 17 Silvio Berlusconi si è recato in tribunale a firmare l’affido in prova ad una comunità per anziani che lo terrà impegnato un giorno a settimana per i prossimi mesi. Si tratta ovviamente di un atto che suona più come un’umiliazione piuttosto che come una vera sconfitta: l’ex Cavaliere potrà comunque, in giorni stabiliti, recarsi a Roma per curare la propria campagna elettorale purché, condizione valida 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, non incontri pregiudicati. Questa pare la vera condanna di Berlusconi: se facciamo un po’ di conti, come ha ricordato Travaglio a Servizio Pubblico, l’unico del “clan” a salvarsi è Dudù, l’amato quadrupede: nessun Bondi (che proprio oggi ha disertato FI), nessun Dell’Utri, nessun Fede a consolare il vecchio disperato. La domanda sorge spontanea: come avrà reagito la grande famiglia di Forza Italia a questo smacco del boss? Neanche a dirlo, la risposta la dà oggi Libero a gran voce: su ordine del capo, tutti i candidati con FI alle europee si “autocondannano” a svolgere un servizio di volontariato negli orari e nei giorni che spettano al pregiudicato. Mal comune mezzo gaudio, diceva qualcuno azzeccandoci pure stavolta: l’estremamente obiettivo quotidiano di Belpietro evidenzia la gioia con cui i candidati si assumono quest’incombenza, fra di essi spunta un nome nuovo: Clemente Mastella. Costui è stato rinviato a giudizio nel 2011 per truffa, appropriazione indebita e abuso d’ufficio nell’inchiesta Campanile e, riguardo al caso Iside Nova, indagato per corruzione; semmai i processi non gli fossero favorevoli, diremo ai giudici di tenere conto del suo volontariato a favore della società e, soprattutto, a favore di Silvio. Tutto fa brodo, in questo Paese.

Tito G. Borsa

Tito Borsa

Ho fondato La Voce che Stecca e la dirigo dal 19 aprile 2014. Scrivo ogni mese sul Borghese e ogni tanto sul blog Sostenitore del Fatto Quotidiano. Una laurea in Filosofia all'Università di Padova

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