In Europa lux

Alzi la mano chi mi sa dire il nome di almeno dieci europarlamentari. Su, non barate, siate sinceri e confessate a voi stessi (a noi non è necessario né consigliato) che non ce la fate. Se vi chiedessi di elencarmi altrettanti parlamentari italiani sareste tutti più spavaldi: Razzi (o Crozza, dipende dai punti di vista), Santanché, Bersani, Letta, Di Girolamo, Di Battista, Di Maio, Taverna, Grasso, Boldrini e Vendola. Innegabile che sia più facile. La verità è che l’Europa è distante, non se ne sente mai parlare a parte qualche “il Parlamento Europeo ha deciso che” spifferato dai nostri amatissimi TG fra le notizie di seconda categoria. Non si tratta però di una realtà così lontana, con chi faceva accordi Monti? Con gli alieni? Tanto per fare un esempio. Nel nostro Paese però Bruxelles è un mondo visto sempre con un po’ di deferenza unita a tanto distacco: non a caso ci vanno quasi sempre gli scarti o i riciclati. Qualche esempio? Prego: Iva Zanicchi, ex cantante, dal noto carisma e dall’immensa competenza in materia; Clemente Mastella, ex Sindaco di Ceppaloni (BE) dal 2003 al 2008, ex Ministro del Lavoro (1994 – 1995), ex Ministro della Giustizia (2006 – 2008), rinviato a giudizio per truffa, appropriazione indebita e abuso d’ufficio; Mario Borghezio, parlamentare per 3 legislature, europarlamentare da altrettante, con poco gloriosi trascorsi nell’estrema destra neofascista. Serve continuare? Mi direte che nel nostro Parlamento non c’è molto di meglio e forse avete ragione. Ma almeno i nostri giornali e telegiornali ci riferiscono ogni giorno (più o meno fedelmente) quanto accade in quell’aula; Parlamento europeo? Buio assoluto. Difficile dire di chi è la colpa, ma anche altrettanto inutile; più fruttuoso è cercare una soluzione a questo problema non da poco: Grillo, con la sua campagna elettorale, sta contribuendo a far crescere negli italiani una coscienza europea. Si può amare o odiare il genovese, ma questo merito è innegabile. Ora tocca a noi, indipendentemente dall’indirizzo del nostro voto: vogliamo in tenebra lux oppure in tenebra dux?

Tito G. Borsa

Tito Borsa

Ho fondato La Voce che Stecca e l’ho diretta fino al 30 settembre 2017. Una laurea in Filosofia all’Università di Padova e molti progetti per il futuro.

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