Conchita e Emma: la più femminile ha vinto

L’Eurovision Song C è passato anche quest’anno. Come al solito in Italia: in sordina. Al pari di tutte le altre manifestazioni in cui un italiano non riesce ad imporsi sul piano internazionale, del resto.

L’Italia ha sempre avuto un ruolo di spicco in questa gara canora, che vede esibirsi le star dei grandi Paesi europei; non era mai scivolata sotto la decima posizione, merito della grande considerazione che l’Europa ha sempre avuto per la nostra musica a prescindere dalla canzone portata.

Fino a quest’anno. A trionfare è stata la drag queen Conchita Wurst, al secolo Thomas Neuwirth, ventiseienne austriaco dalla voce incantevole e corpo mozzafiato. E’ stata definita, in ordine: una donna barbuta, una pervertita, un frocio con le gonne, un travestito, una che non avrebbe vinto se non avesse avuto la barba. Due di queste affermazioni arrivano da due personaggi pubblici: il parlamentare russo Milonov l’ha chiamata “pervertita”, la cantante Emma Marrone ha dichiarato che senza quella barba non avrebbe avuto alcuna chance. Tralasciamo il parlamentare russo; da uno dei promotori della legge contro gli omosessuali cosa possiamo aspettarci? E’ come pretendere che Borghezio vada a cena con un marocchino senza dirgli di aspettare fuori che i negri non possono entrare. Parliamo invece di Emma Marrone. Una cantante che di femminilità ne sa davvero molto.

La signorina è una star in patria, adorata dalle sedicenni che amano le donne “con le palle”; nel senso che non sanno neppure camminare sui tacchi e girano curve e con le gambe larghe, perché forse c’è qualcosa che struscia nel mezzo. È una donna che ha fatto successo grazie ad un talent show ormai old-fashioned, che continua a promuovere la musica leggera italiana come musica neomelodica, riuscendo misteriosamente a rovinare qualsiasi bella voce passi a tiro. Non diciamo che Emma Marrone ha una brutta voce. Quella c’è, e sicuramente potente; le capacità vocali sono indubbie. E’ il genere che presenta delle notevoli carenze. Con che criterio la signorina sia stata scelta per partecipare al contest, rimarrà un mistero: Gigi D’Alessio vende migliaia di copie in Italia, ma non mi sognerei mai di farlo partecipare all’Eurovision, perlomeno per pudore. E quindi, seguendo la teoria per la quale la musica commerciale italiana è davvero pessima e invendibile all’estero, siamo arrivati ventunesimi. Su ventisei. Emma, svestita da dea romana (gosh!!!), ha perlomeno suscitato l’ilarità della conduttrice inglese, che le ha suggerito di non strusciarsi sul pavimento durante l’esibizione: “It is dirty”, consigliava. E, dalla sua ventunesima posizione, ha il coraggio di dire che Conchita “se non avesse avuto la barba non avrebbe avuto chance”. Emma Marrone, che ad Amici si faceva giudicare da Platinette, una drag queen brutta e senza alcun talento. Già, cara Emma e cari italiani che giudicate Conchita Wurst un fenomeno da baraccone.

Voi ascoltate Platinette, un omosessuale che non ha avuto altra scelta per diventare famoso che vestirsi da donna. La osannate. La prendete ad esempio di emancipazione. Però Conchita vi fa ribrezzo; può aver vinto solamente perché in realtà è un uomo. Al contrario di Plati, è bella, talentuosa e ha vinto un premio. La realtà delle drag queen esiste da sempre, soprattutto quelle eterosessuali. Sì: quel “frocio pervertito transessuale” è un ragazzo eterosessuale che per lavoro si esibisce vestito da donna. E’ una realtà che esiste così come la musica house, le band underground, i gruppi rockabilly e le donne che fanno burlesque. Non piace? Liberi di girarvi dall’altra parte. Non piace perché non siamo abituati a questo tipo di cose? Non eravamo abituati neppure alle scarpe a punta e ad internet, eppure guardateci oggi. Emma non ha capito che l’epoca di Amici è finita, quando si contestavano i professori e tutti si sentivano in dovere di “esprimere la propria opinione”; all’Eurovision ci si congratula, è l’educazione. L’Italia, ora, dovrebbe lasciar perdere le critiche; dovrebbe smetterla di criticare la vittoria di una drag queen di talento, mentre osanniamo una drag queen incapace che fa pensare al Mago Otelma. Dovrebbe pensare a salire da quel vergognoso ventunesimo posto, mai raggiunto prima, da cui di Conchita si intravedono le doppie punte della barba.

Alessandra Busanel

La Voce che Stecca

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