Le solite elezioni

Iniziamo riportando qualche fatto di costume, tanto per mettere le mani avanti e per sdrammatizzare sin dall’inizio quello che verrà. Come sempre qualche cittadino non ha ben chiaro che è vietata ogni forma di documentazione del proprio voto: in altre parole non è possibile fotografare o filmare la propria scheda elettorale. Sembra un’ovvietà, una banalissima regola per impedire il voto di scambio, ma evidentemente a qualcuno è ancora oscura. D’altronde la furbizia volpina di questi soggetti è ulteriormente messa in risalto dal fatto che abbiano messo su Facebook la foto della propria scheda elettorale. Già che c’erano potevano dare le proprie generalità ai Carabinieri all’ingresso: «io abito qui! Quando vedrà la foto sul mio profilo sa già dove trovarmi». Ma fin qua nulla di nuovo, le solite teste di cazzo. La deleteria novità di queste elezioni è la conseguenza della mania che sta affliggendo da qualche mese la specie umana: i selfie. Da stamattina si moltiplicano in rete gli autoscatti dentro la cabina elettorale con la scheda in mano, spesso già compilata con le preferenze in bella vista. Non vogliamo essere maliziosi, crediamo di più nell’idiozia di certe persone. Altro fatto eclatante (ce n’è almeno uno ogni volta che si va alle urne) arriva dalla provincia di Palermo dove un uomo è entrato nel seggio armato di coltello e mazza da baseball minacciando un’addetta, morale della favola? Preso immediatamente dalle forze dell’ordine: era fuggito da un ospedale psichiatrico. Altrettanto noioso è Matteo Salvini, leader della Lega, beccato da dei giornalisti ad entrare nella cabina elettorale armato di tablet. Forse voleva immortalare il momento in cui votava, nel segreto della votazione, Grillo o Renzi. Chissà, Salvini regala sempre nuove sorprese.

Parliamo invece delle elezioni, ora che mancano pochi minuti ai famosi exit-poll che, com’è ben noto a tutti, è alquanto raro e improbabile che ci azzecchino una volta tanto, almeno finché non tengono conto di gran parte delle schede spogliate. In Francia, con il 25% di consensi e il 100% di sorpresa, ha trionfato il Fronte Nazionale di Marine Le Pen che è riuscita nell’impresa fallita dal padre: conquistare la Francia. È evidente in questo dato il malessere dei cittadini francesi ed è comprensibile che si siano affidati ad un partito di estrema Destra: il FN promette infatti un drastico ridimensionamento dell’immigrazione a favore dei veri cittadini francesi, che verrebbero così tutelati maggiormente. Le Pen, oltre a ordinare solennemente lo scioglimento delle camere, ha suggerito a Grillo di unirsi a lei. La risposta del leader del M5S non si farà attendere, non appena cessa il silenzio elettorale, ma ve la anticipiamo noi: istituiamo il VlePenDay.

Tito G. Borsa

Tito Borsa

Ho fondato La Voce che Stecca e la dirigo dal 19 aprile 2014. Scrivo ogni mese sul Borghese e ogni tanto sul blog Sostenitore del Fatto Quotidiano. Una laurea in Filosofia all'Università di Padova

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