Cercasi modelli di riferimento

I nostri modelli di riferimento stanno cambiando. Siamo passanti da Winnie The Pooh a Peppa Pig; i grandi attori che un tempo ci ispiravano adesso sono ridotti a pubblicizzare tonno in scatola pur di avere ancora visibilità. Forse non hanno ucciso l’uomo ragno, ma Zorro sicuramente sì. I nuovi cantanti escono dai talent show e quelli vecchi, beh…Gianni Morandi anziché di musica riempie la sua pagina Facebook di selfie, pur di non perdere il titolo di “eterno ragazzo”. Escono dai talent anche i nuovi cuochi e i nuovi scrittori. Non è nostalgia né critica, ma solo una presa d’atto. Forse un giorno dovremmo spiegare ai nostri figli come sposarsi, dimagrire o aprire un negozio senza finire in un reality. Anche altri modelli cambiano. Le principesse Disney, ad esempio. Non hanno più bisogno di un principe, non attendono più nella torre, sperando di essere salvate dal vero Amore, no. Loro tirano fuori la grinta e si salvano da sole. Alle medie scrissi un tema in cui una donna salva un uomo addormentato, la prof disse che era troppo futuristico, ma adesso non manca molto. Ed è un fatto positivo. Le modelle cominciano a ingrassare. Anche il modello di famiglia cambia, la pubblicità con due gay che stanno insieme non fa più scalpore ormai. Anzi è normale. E’ normale che il Papa sia straniero e magari si dimetta, Francesco conquista tutti con la sua novità, anche gli atei. Solo alcuni professori rimangono sempre uguali, rigidi nel loro metodo, ignorando che nel mondo del lavoro l’aspetto nozionistico non è più rilevante. Contano le competenze, il linguaggio, e la capacità di fare collegamenti, non importa se sai in che anno è stata la battaglia di Canne. Qualunque iPhone te lo dice senza problemi. Ho una teoria, correggetemi se sbaglio: più un esame è ricco di dati da imparare semplicemente a memoria, meno servirà nella vita.

Cecilia Alfier

 

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