Lettere al direttore: Max VS i comunisti

Gentilissimo Direttore,

so già che con questa lettera mi prenderò parecchi insulti dai lettori ma la mia coscienza mi spinge a fregarmene perché ho alcune cose da chiederle. Ho letto la sua lettera aperta a Massimo Bitonci, sindaco di Padova, nella quale lei prova a demolirne l’eccellente operato. Ho votato Max (mi piace chiamarlo così) perché sogno un sindaco più vicino ai cittadini in una città più sicura e non in mano ai comunisti permissivisti. Al primo turno ho votato Saia, incarnazione perfetta del mio ideale liberale, per poi virare verso Bitonci al ballottaggio: mai scelta fu più appropriata. Sono molto soddisfatto dal suo attuale operato e rido delle infantili prese di posizione degli ultimi comunisti rimasti in città. Rido anche di tutti quegli “studenti” fuori sede che ora criticano molto il nostro Sindaco dopo che non hanno neppure potuto esprimersi in merito: se rimanevano a casa loro era meglio per tutti.

La saluto e la ringrazio per lo spazio concessomi.

G. R.

Caro lettore,

mi sembra che lei sia di sesso maschile dalle desinenze utilizzate, spero di non sbagliarmi, nel qual caso chiedo scusa. Mi perdoni anche perché non ho trovato nella sua lettera le domande annunciatemi, ci ho provato lo giuro. Probabilmente sono limitato. Desidero comunque scrivere qualcosa in risposta alle sue righe, quindi commenterò dal mio personalissimo punto di vista le sue argomentazioni. Nella lettera aperta da lei menzionata, a cui Max ha risposto laconico «guarda che hai problemi seri», non ho minimamente demolito l’operato del neosindaco perché, ridicole ordinanze a parte, altro non c’è. Se lei ride delle «infantili prese di posizione degli ultimi comunisti in città», io rido chiedendomi quale sia il suo ideale liberale la cui incarnazione è Maurizio Saia, attendo ragguagli. Mi fa meno ridere l’opinione che lei ha degli studenti fuori sede: non pensa che molti di loro, avendone la possibilità, non sarebbero stati più felici di rimanersene a studiare a casa? Ha la vaga idea di quanto costi un affitto per le tasche di uno studente? Forse no. Sinceramente non so che altro dire: nessuno mi ha affidato il compito di allontanarla dalle sue idee così diverse dalle mie e non desidero di certo prendermene l’onere.

Occupo queste ultime righe per complimentarmi con tutti gli studenti che si stanno muovendo per tentare di impedire che questa città si avvii definitivamente verso la sua fine. Max Weber diceva «l’agire dell’uomo politico dev’essere improntato all’etica della responsabilità, secondo la quale bisogna rispondere delle conseguenze (prevedibili) delle proprie azioni». Max lo sta facendo?

Tito G. Borsa

direttore.lavocechestecca@gmail.combitonci

Tito Borsa

Ho fondato La Voce che Stecca e la dirigo dal 19 aprile 2014. Scrivo ogni mese sul Borghese e ogni tanto sul blog Sostenitore del Fatto Quotidiano. Una laurea in Filosofia all'Università di Padova

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