Lettere al Direttore: Renzi nuovo Silvio?

Gentilissimo Direttore,

sono semplicemente allibito da quello che sta facendo il Governo Renzi in questi giorni: da una parte sta violentando lo statuto dei lavoratori con le riforme dell’art. 18, dall’altra sta facendo sfacelo nel Consiglio Superiore della Magistratura, intasando le votazioni i cui candidati sono due impresentabili come Bruno e Violante. Io non so davvero cosa pensare: mi sembra di essere stato catapultato nel più becero liberalismo criminale berlusconiano, insomma tutto il contrario di quello che dovrebbe (e deve) essere la Sinistra, soprattutto dopo il plebiscito europeo. Ma quindi Renzi ci ha fregati tutti?

Distinti saluti

P. Z.

Carissimo lettore,

non posso che condividere la prima parte della sua lettera: lo stupro dell’articolo 18, già di per sé alquanto discutibile, diventa quasi una macabra barzelletta, se si pensa che è portato avanti dal segretario di quello che dovrebbe essere un partito di sinistra. Idem per le candidature dei membri laici del Csm: nomi come Bruno e Violante ce li saremmo aspettati da un delinquente come Berlusconi, non certo dal leader del partito che avrebbe dovuto contrastare il Caimano. Non posso però stupirmi con lei perché questo è solo un altro capitolo di storia berlusconiana, in cui Silvio è dietro le quinte, diviso fra i (pochi) comizi, i (tanti) guai giudiziari e i (pochi) giorni di servizio a Cesano Boscone. Berlusconi, politicamente s’intende, non è affatto morto: è in uno stato di morte apparente, per così dire: votato da neanche 8 elettori su 100 alle europee, ha capito (ha tanti difetti ma non è certo uno sprovveduto) che l’arma migliore era starsene alle spalle del leader del momento: Matteo Renzi. Questo contatto fra i due, negato da Fi, dal Pd e dai giornali di regime, e caldeggiato da S. N. Giorgio Napolitano, non è altro che il coronamento delle larghe intese iniziate con Monti (finché non cadde il governo, poi tutti nemici del professorone) e con Letta (sì, sì, Enrico stai sereno). Dicevo, Berlusconi ha trovato in Renzi il suo omologo, un uomo con la stessa forza mediatica, con meno anni e meno indagini alle spalle, un Silvio vergine e illibato. Renzi per il momento ha fregato molti, con le sue false promesse e i suoi 80 euro elargiti il giorno successivo alle elezioni, ma ora è di fronte ad un bivio: continuare a promettere sperando che una bava di vento (basta quella) non faccia cadere tutto il suo castello di frottole, oppure inimicarsi i cosiddetti poteri forti e iniziare ad utilizzare la sua forza mediatica e il suo carisma per contrastare i veri problemi del paese: corruzione, evasione fiscale e mafia. Non è vero che Renzi è l’ultima spiaggia, caduto un premier se ne fa un altro. E ora, Matteo, che cosa vuoi fare?

Tito G. Borsa

direttore.lavocechestecca@gmail.com

Tito Borsa

Ho fondato La Voce che Stecca e la dirigo dal 19 aprile 2014. Scrivo ogni mese sul Borghese e ogni tanto sul blog Sostenitore del Fatto Quotidiano. Una laurea in Filosofia all'Università di Padova

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