Lucca Comics: tra realtà e fantasia

Prendete tutti i manga e gli anime che conoscete (italianizzati, fumetti e cartoni animati), una manciata di fans e la città di Lucca. Mescolate bene il tutto e otterrete il Lucca Comics and Games. Prima in Europa e seconda al mondo, è la fiera dell’animazione per eccellenza: il luogo dove i personaggi famosi sono in carne ed ossa, riprodotti perfettamente dai cosplayers. Fanno da scenario decine di padiglioni in cui tutti i gadget, i giocattoli, i modellini e qualsiasi oggetto possibile e immaginabile conquistano il pubblico (esperienza personale!).

Questa è stata l’avventura di domenica 2 novembre. Per seguire un’amica e spinta da viva curiosità, con conoscenze non particolarmente vaste sull’argomento, sono partita alla volta di Lucca. Dopo tre ore e mezza di pullman siamo giunti a destinazione: ci si è aperto un mondo. Nonostante fosse l’ultimo giorno della fiera 2014, iniziata il 30 ottobre, la sensazione era che tutta Italia fosse nello stesso piazzale in quel momento. Punto uno: stabilire le priorità, ovvero cosa visitare nella mezza giornata a disposizione. In quel momento ci passa accanto un soldato del «Corpo di Garnigione» del manga L’attacco dei Giganti, che molto gentilmente ci dà indicazioni.

Percorrendo le mura di Lucca circumnavighiamo la città, raggiungendo in breve tempo la meta desiderata. Quest’occasione è una festa, un tripudio di persone che arrivano da tutta Europa e lo capiamo ben presto, dall’enorme difficoltà a farsi spazio al bancone di uno stand. Faticosamente mi sto avvicinando all’obiettivo, quando Goku di Dragon Ball mi guarda e si scusa per avermi pestato un piede. Pian piano, tra esseri umani di aspetto normale e altri un po’ meno, la visita ai banchetti con relativi acquisti procede. Inimmaginabile, comunque, l’idea che il bilancio sia stato di 55.000 visitatori, per un totale di 240.000 in quattro giorni!

Improvvisamente vedo Jack Sparrow de I pirati dei Caraibi superarmi, lo rincorro per chiedergli una foto insieme e lui accetta volentieri. Non passano cinque secondi che la mia amica avvista un altro idolo e lo stalking serrato riprende.

Tra oggetti altrimenti introvabili, una fantasia sfrenata e prezzi talvolta spropositati, l’entusiasmo non cala davvero mai. C’è stato un attimo in cui dovevo recuperare la mia amica persa nei meandri dello stand e ho preso il cellulare, contemporaneamente ho avvistato Sailor Moon e dovevo fermarla per una foto, il tutto con la cartina in mano e tenendo d’occhio l’ora. Già, purtroppo il tempo in occasioni simili vola: un concentrato del genere di piccoli e grandi dettagli da non perdere ha fatto sembrare mezza giornata come un’ora o poco più.

All’orario stabilito ci siamo ritrovati tutti nel punto convenuto. La responsabile del nostro bus ha sventolato un cartello per farsi riconoscere, mentre si faceva ormai buio. Gli atteggiamenti delle persone erano pressoché identici: tutti ostentavamo i rispettivi acquisti, soddisfatti, rivolgendoci l’un l’altro i complimenti per la scelta di quel certo portachiavi o quel peluche.

Il traffico di quell’ora, causato dall’enorme importanza dell’evento, ci ha lasciati imbottigliati in Toscana per quasi due ore. Il viaggio di ritorno è stato indubbiamente più lungo, quasi quattro ore e mezza contro le tre e mezza dell’andata; ma sono certa che non è pesato a nessuno, c’era troppa contentezza condivisa fra tutti.

Ho scoperto il potere magico di un evento come Lucca Comics: far provare a un numero mostruoso di persone lo stesso entusiasmo per la stessa occasione. Ho parlato con persone sconosciute che non rivedrò mai più, ho percepito l’allegra solidarietà e complicità mentre sgomitavamo ai banchetti o fermavamo spudoratamente i personaggi per la strada. La voglia di tornarci l’anno prossimo c’è già; ma anche una sola visita fatta per pura curiosità, come ho fatto io, è più che meritata per questo eccezionale evento al confine tra realtà e fantasia.

Laura Peron

lucca

La Voce che Stecca

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