Lettere al Direttore: Renzi ha vinto

Gentilissimo Direttore,

so che ammettere di avere torto è difficile, ma per lei è impossibile: non avrà dimenticato tutti gli articoli che ha scritto contro Renzi, tutti gli epiteti poco cortesi che gli ha affibbiato, tutte le offese gratuite di cui il nostro premier era destinatario e tutte le grasse risate che ha causato ai suoi amici grillini per quello che scriveva. Glielo dico chiaro e tondo: lei non ha capito nulla. Ne ero consapevole già da tempo ma ieri ne ho avuto la conferma vedendo come Renzi si è districato dal casino politico in cui si trovava con la corte costituzionale. Ora non dirà più che Matteo fa patti col delinquente oppure darà del delinquente a Grillo? In ogni caso dovrà contraddirsi e sarà, simbolicamente parlando, fottuto.

Andrea


Caro Andrea,

devo ammettere che provo un piacere perverso nel rispondere alle lettere dei lettori che mi si scagliano addosso. Più che piacere parlerei di divertimento. D’altronde, se zittissi d’ufficio le voci contrarie, contraddirei me stesso, per usare un verbo che sembra piacerle molto. Non voglio sprecare righe per ripetere per l’ennesima volta (non sarà mai l’ultima) che io non sono un grillino, sono un cittadino; preferisco soffermarmi più a lungo su quanto accaduto ieri. Ieri il Movimento 5 Stelle ha vinto. Non ha conquistato Palazzo Chigi e neppure ha trionfato alle elezioni, ma ha sconfitto se stesso. E questo per me è un bene. Ciò che ha frenato i pentastellati in questi mesi è stato il “purismo” che li contraddistingueva: non trattiamo con Berlusconi perché è un delinquente (idem per gli azzurri), non trattiamo con Renzi perché è sceso a patti col delinquente e perché ha un partito di collusi, non trattiamo con Alfano perché è Alfano… e via discorrendo. Tutte posizioni degne di lode. Bene, bravi, bis. Posizioni però che bloccano un Movimento che coinvolge milioni di persone in tutta Italia: se non hai una maggioranza qualificata già di tuo, non puoi fare tutto da solo. Figurati se non hai nemmeno una maggioranza assoluta. Il 6 novembre 2014 dovrebbe essere annotato come una data cardine per la storia a 5 stelle: finalmente il purismo è stato sconfitto a favore della praticità.

Corte costituzionale: Renzi non ha perso tutto, il M5S ha vinto.

Distinti saluti

Tito G. Borsa

direttore.lavocechestecca@gmail.com

prof. Alessio Zaccaria, neogiudice della Corte Costituzionale
prof. Alessio Zaccaria, neogiudice del Csm

Tito Borsa

Ho fondato La Voce che Stecca e la dirigo dal 19 aprile 2014. Scrivo ogni mese sul Borghese e ogni tanto sul blog Sostenitore del Fatto Quotidiano. Una laurea in Filosofia all'Università di Padova

Shares