Speciale Freak: intervista a Eugenio Finardi

Come hai conosciuto Roberto Freak Antoni, geniale leader degli Skiantos?
Ci siamo trovati alla Cramps, un’etichetta in cui gli artisti erano molto uniti, soprattutto io con gli Area. Quando arrivarono gli Skiantos, era il 1977, fu una ventata di aria nuova: noi eravamo piuttosto seriosi mentre loro erano pieni di ironia. Appena arrivarono in Cramps, tenemmo un concerto: Skiantos, Finardi e gli Area. Loro aprivano lo show e ci fu il consueto lancio di verdure sia verso che dal pubblico. Noi ci trovammo a suonare sulle verdure ed io, per imitarli, provai a prenderne un po’ e a scagliarle sul pubblico che però si offese. Gli Skiantos potevano, io no.

Come definiresti la persona Roberto Antoni?
Freak è stata una delle persone più sensibili che io abbia mai conosciuto, direi che aveva il modo di soffrire più allegro che io abbia mai visto. Era una persona profondamente malinconica di natura, e proprio per questo con una grandissima ironia, un grandissimo senso della realtà, dati proprio dalla sua vulnerabilità. Quand’era malato, sembrava quasi sollevato per questo; è una cosa strana: era finalmente compiuto quel presagio che sentiva. Almeno questa è stata la mia impressione.

Cosa hanno voluto dire gli Skiantos nel panorama della musica italiana?
Sono stati uno dei migliori gruppi che abbiamo mai avuto. Musicisti veri, animati dalla fantastica forza della semplicità ma al contempo molto lucidi. Una vera punk band come pochi nel nostro paese. I loro eredi? Elio per esempio, ma è molto diverso. Gli Skiantos sono stati unici e alternativi rispetto a tutto, come d’altro canto lo erano anche gli anni ’70. Paragonarli a qualsiasi altro gruppo è sbagliato: loro erano un’altra cosa, coerenti con la Cramps, non erano il tipico gruppo demenziale, erano altridi, fuori dagli schemi. Gli Skiantos, come me e gli Area, erano unici a modo loro. E questa è anche una condanna, soprattutto quando esci da quell’ambiente. È successo a me con la Warner.

Com’era il rapporto di Freak con critici e autorità?
Molto semplice: noi ce ne fregavamo veramente delle autorità. Il conflitto era piuttosto con il movimento che era dogmatismo puro. Figurati che hanno criticato la mia extraterrestre perché escapista e non politicamente impegnata. Gli Skiantos furono iconoclastia allo stato puro: avevano già capito che i più dogmatici di allora sarebbero stati i primi a vendere il culo.

Tito Borsa

Ho fondato La Voce che Stecca e la dirigo dal 19 aprile 2014. Scrivo ogni mese sul Borghese e ogni tanto sul blog Sostenitore del Fatto Quotidiano. Una laurea in Filosofia all'Università di Padova

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