Lettere al Direttore: che fine ha fatto Silvio?

Carissimo Direttore,

le scrivo per provare a chiarire una perplessità che mi porto dietro da un po’ di tempo, all’incirca dal 26 maggio, giorno in cui sono stati resi noti i risultati delle elezioni europee: Berlusconi che fine ha fatto? Siamo finalmente riusciti a liberarci di lui oppure è tutto un bluff? Glielo chiedo perché, se ne sarà accorto anche lei, patto del Nazareno a parte, il centrodestra è scomparso.
Saluti

Una compagna come lei

Cara lettrice,

da come ha firmato la sua lettera credo che lei abbia fatto un po’ di confusione a proposito delle mie idee politiche; saprò darle chiarimenti anche su questo, magari in un’altra occasione.
Per quanto riguarda il buon Silvio Berlusconi posso (e devo) risponderle adesso: Berlusconi non è morto – politicamente parlando – mentre è morto il centrodestra italiano. Mi spiego meglio: veniamo da un ventennio in cui chi non era di sinistra (e spesso anche chi lo era) stava con Berlusconi mentre adesso a destra ci sono 4 partiti (Fi, Fdi, Ncd e Lega) che, nonostante quanto dica Il Giornale, non hanno nessuna intenzione di rimettersi insieme. Forse Fdi e Ncd si alleeranno con Forza Italia, ma solo per non sparire nel nulla; la Lega invece sta diventando, da partito «di nicchia», un temibile avversario per il partito dell’ex Cavaliere. Questo vuol dire che ora non c’è più il leader maximo Berlusconi a guidare il centrodestra, quanto piuttosto quattro leader minimi ossia Silvio, Alfano, Meloni & Salvini. Se credono di fare guerra a Renzi in questo modo stiamo freschi. Il centrodestra ha regnato – quasi – incontrastato per 17 anni solo perché c’era Berlusconi che possedeva un gran carisma, 3 televisioni e un giornale per poi influenzare in modo più o meno legale altre 3 televisioni, un altro paio di giornali e gran parte degli organi di controllo delle comunicazioni. Va bene che chi ha votato Silvio (’94 escluso) era un tordo o un colluso, però bisogna ammettere che non aveva molto a cui appigliarsi, volendo rimanersene a destra. Oggi invece Berlusconi ha chiuso i rubinetti finanziari di Forza Italia – basta vedere i conti color «avanti popolo alla riscossa» per rendersene conto – e ha mille altre grane ben più importanti e il centrodestra va a rotoli. All’uomo di Arcore non cambia nulla: il governo, pur non essendo suo, fa i suoi interessi comunque, mentre gli altri membri dei quattro partiti suddetti (escluso forse Ncd) rosicano.
Siamo stati per vent’anni il paese con la peggiore destra del mondo. Bene, ora non l’abbiamo più.
Cordiali saluti

Tito G. Borsa
direttore.lavocechestecca@gmail.com

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Tito Borsa

Ho fondato La Voce che Stecca e la dirigo dal 19 aprile 2014. Scrivo ogni mese sul Borghese e ogni tanto sul blog Sostenitore del Fatto Quotidiano. Una laurea in Filosofia all'Università di Padova

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