Lettere al direttore: è possibile vivere gioendo per una polmonite?

Egregio Direttore,

chi le scrive è nato nel 1949 a Casale Monferrato, in Via Oggero, proprio di fianco allo stabilimento dell’Eternit. I lutti in città sono ormai diventati collettivi, non più esclusiva della singola famiglia. Anche mia mamma ne è stata colpita. Ma quello che voglio evidenziare è che alla nostra porta l’ospite indesiderato può suonare in qualsiasi momento e siamo costretti a farlo entrare. Viviamo, non dico nel terrore, ma nel timore di quel momento. Problemi di salute ne abbiamo tutti ma io ho potuto gioire quando mi è stata diagnosticata una polmonite virale. Ed ho nuovamente gioito quando, dopo avere ripetuto le lastre ai polmoni, mi è stato diagnosticato solamente un pneumotorace. Si può vivere serenamente in questa situazione? Ci provo, penso ci provino tutti.
Ma chi veramente ci riesce?
Cordiali saluti e buon lavoro.

Giorgio


Caro Giorgio,

ho deciso di pubblicare la sua lettera benché non mi senta in grado di darle una risposta soddisfacente. Probabilmente nessuno lo è. La storia di Casale Monferrato non è che l’ennesima piaga di un paese che ormai ha di sano solo l’unghia del mignolo, e forse nemmeno quella. La cosa che causa più rabbia e indignazione è che nel caso dell’Eternit non serva a nulla chiudere la fabbrica perché il male è nell’aria, è invisibile ed è ormai dappertutto. Figuriamoci poi se solo a Casale Monferrato ci sono due milioni di metri quadrati di amianto situati in ogni dove: pure sul sagrato di una chiesa. È necessaria una bonifica radicale e un intervento di questo tipo costa tantissimo: 60 milioni di euro, per un paese di 35000 abitanti. Troppi soldi per un governo che non fa altro che tagliare le spese che sono veramente necessarie. Secondo gli studi il picco di malati di mesotelioma si raggiungerà fra il 2020 e il 2025, è possibile vivere con un’incudine che pende sopra la tua testa? È possibile vivere un’esistenza serena sapendo che molto probabilmente morirai prima di raggiungere la vecchiaia e non per un destino avverso, ma per certi «signori» che hanno rovinato indelebilmente un paese? Ed è possibile vivere col cuore in pace sapendo che il sistema giuridico italiano non ti tutela?
Le auguro tutto il bene possibile.
Cordiali saluti

Tito G. Borsa
direttore.lavocechestecca@gmail.com

Tito Borsa

Ho fondato La Voce che Stecca e la dirigo dal 19 aprile 2014. Scrivo ogni mese sul Borghese e ogni tanto sul blog Sostenitore del Fatto Quotidiano. Una laurea in Filosofia all'Università di Padova

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