Eternit: il dolore e l’immortale speranza

È doloroso vedere persone dell’età di mio padre che hanno paura del mesotelioma, che vivono temendo di spegnersi prima del tempo. È altrettanto doloroso che, quando qualcuno mi chiede da dove vengo, l’unica cosa che mi dice è un «Auguri» o un «Ah, l’amianto», mentre il suo volto diviene cupo, come se vedesse un alone di morte che mi circonda.
È doloroso e assurdo che siano stati fortemente ridotti i mezzi che collegavano Casale Monferrato alle altre città, come se fossimo degli appestati.
È doloroso vedere questa città che piano piano sta morendo.
Casale Monferrato non è mai stata una città «amata» e continuerà a non esserlo a causa del male bianco, ma la nostra città non è solo amianto, isolamento e morte.
È doloroso essere conosciuti nel mondo solo per l’Eternit.
Casale Monferrato è una piccola città che però ha una grande bellezza interiore: abbiamo i krumiri, inimitabili e buonissimi, abbiamo una splendida sinagoga conosciuta in tutto il mondo, abbiamo le chiese, abbiamo le piazze.

E poi ci sono pure i casalesi che non sono persone comuni, che non sono mai anonimi in quello che fanno. Sono persone che, per il dolore che si trascinano dietro, hanno vissuto già due o tre vite insieme ma, nonostante questo, riescono ad alzarsi ogni mattina col sorriso. Sono capaci di rimboccarsi le maniche, di intestardirsi per avere giustizia, di urlare, ma anche di raccogliersi in silenzio. I casalesi non dimenticano nessuno e non c’è odio, non c’è rivalità che possa dividerli in questa battaglia che coinvolge tutti.
Siamo persone che vale la pena conoscere: non piangiamo, non ci chiudiamo nel nostro dolore, ma stringiamo i denti e continuiamo. La speranza di giustizia per tutti i nostri cari non può morire.
Casale Monferrato è come un forziere ricoperto da una fitta polvere bianca ma, nel contempo, pieno di tesori. Bisogna assolutamente togliere questa maledetta polvere con ogni mezzo possibile e bisogna farlo per i nonni, per i genitori, per i figli e per tutti quelli che verranno dopo di noi. Bisogna farlo per me e per te. E per tutto il mondo che un giorno vorrà scoprire la città che è stata capitale, anche solo per una notte.

A.

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La Voce che Stecca

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