Travaglio&Bisignani, a Cortina come programmano gli eventi?

Marco Travaglio e Luigi Bisignani
Marco Travaglio e Luigi Bisignani

Ma a Cortina i programmi li fanno ad occhi chiusi? Viene da chiederselo a leggere il programma della rassegna «Una montagna di libri» che il 4 gennaio prevedeva la presenza di Marco Travaglio con il suo È Stato la mafia e il giorno dopo quella di Luigi Bisignani intervistato da Paolo Madron ne L’uomo che sussurrava ai potenti. Da un lato Travaglio che denuncia come da 22 anni uomini delle istituzione, della politica, delle forze dell’ordine, dei servizi e degli apparati di sicurezza custodiscano gelosamente i segreti di trattative con i boss mafiosi sulle quali hanno costruito carriere inossidabili, dall’altro il faccendiere Luigi Bisignani, descritto da Berlusconi come l’uomo più potente d’Italia, che fa una sintesi veloce di trent’anni di vita italiana, tra miserie, splendori e trame inconfessate, passando dai palazzi che contano, ai servizi segreti, fino al Vaticano. Insomma, le stesse vicende e gli stessi personaggi più o meno nello stesso periodo storico, descritti da chi ne è stato indiscusso protagonista, Bisignani, e da chi sta tentando di ricostruirne le trame, Travaglio.
Colpisce il fatto che i due libri vengano presentati così, come due cose slegate, senza alcun collegamento, uno un giorno, uno l’altro, tanto per tener occupata la natalizia platea cortinese, distratta e annoiata tra feste, cenoni, balli e lazzi, delusa dalla poca neve: beccatevi il giornalista di denuncia, sì quello che “parla parla ma tanto per fortuna nulla cambia” e poi il giorno dopo ecco l’uomo di potere, uno di voi o di quelli che vorreste essere, che ci viene a raccontare come ci si fa strada in Italia tra imbrogli e «tramacci».
Viene da dire che «Una montagna di libri» è proprio il titolo giusto per una manifestazione che butta là un po’ di proposte in modo disordinato, senza preoccuparsi di dare un significato alla propria esistenza al di là di proporre qualche autore (ma per questo ormai c’è la rete) e senza nemmeno cogliere l’opportunità che le scelte fatte in modo più o meno casuale inaspettatamente darebbero. Si è, per esempio, persa l’occasione di mettere a confronto i due libri e i rispettivi autori ed offrire ai presenti un interessante confronto su anni tanto cruciali per la nostra storia. E se i protagonisti non avessero, o forse non hanno?, accettato, i libri andavano presentati nella stessa giornata creando un «evento» sui temi trattati. Già, anche al mercatino del libro della parrocchia ci avrebbero pensato, ma a Cortina evidentemente no.

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