Andrea Costantino – Ludopatia

Ludopatia
Andrea Costantino
Kimerik edizioni – 2014 – 12,80 euro

ludopatia

Di Cecilia Alfier
Ludopatia
non è un libro facile, la storia non è facile. È come se il protagonista fosse sdoppiato in due: da una parte li padre e il marito premuroso, l’attivista politico sensibile all’ambiente e amante di De Andrè; dall’altra il giocatore d’azzardo incallito, disposto a tutto pur di sfidare la sorte ancora una volta. La tentazione è quella di giudicare, giudichi il giocatore finché non ti ricordi di avere tu stesso una dipendenza, forse meno evidente, meno patologica, ma comunque ce l’hai. Per cui è inutile sentirsi superiori. Andrea Costantino racconta con coraggio la sua uscita dal tunnel, possibile, nonostante «la debolezza della volontà», in una narrazione a tratti scarna, a tratti filosofica, quasi onirica, intervallata da parti in poesia, brani dell’Odissea o testi di Faber. Trovo interessante l’inizio della parabola del protagonista, il quale non si accorge che le sue sane giocate si sono trasformate in una patologia, nemmeno il lettore se ne rende conto all’inizio, finché i nomi dei familiari del protagonista non vengono sostituite dalle parole «slot», «lotto», «giocata». Andrea concepisce pensieri sul denaro sempre più tormentati, meno lucidi. Talvolta vince, ma si tratta di somme irrisorie, che vengono subito investite in altre giocate. È interessante notare come il nome «Andrea» appaia molto avanti nel libro, nelle parole di conoscenti che cercano di metterlo in guardia, ma ormai è tardi. La dipendenza è già diventata patologia, ha trasformato tutti gli amici in potenziali prestatori di denaro. E poi, lo scontro, inevitabile, con la giustizia, quella italiana che per certi versi si dimostra arretrata nell’individuare il nesso tra ludopatia e crimine. Andrea ci guida, infine, nell’esperienza nelle comunità di recupero, la sua rinascita.
Nella primissima pagina c’è una citazione di Paul Coelho, autore de Il Guerriero della Luce, in curioso contrasto col protagonista, la cui unica luce sembrava essere quella delle slot machine.

VOTO baldissarti