Note a margine sull’addio di Cofferati

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E fu così che Sergio Cofferati, candidato sconfitto alle primarie del Pd per la regione Liguria, scoprì – come si suol dire – il suo culo allo specchio. Annullati 13 seggi (per un totale di circa 1000 voti) per irregolarità: l’ex sindacalista lombardo non ci sta e abbandona il Partito Democratico. Strano che lo faccia proprio ora e non già nel 2011, quando vennero annullate le primarie a Napoli per 3 seggi contestati; ma si sa che finché non veniamo bruciacchiati noi va a fuoco la casa degli altri, anche se siamo in un condominio.
Che le primarie fossero una buffonata lo sapeva anche uno come Gasparri: da un lato, se si limita il voto agli iscritti, la stragrande maggioranza degli elettori a buon diritto si incazza perché non può esprimere la propria preferenza; dall’altro, se si fa votare chiunque, è ovvio che possono presentarsi anche esponenti di altri partiti oppure individui pagati per votare un certo candidato.
Lo ripetiamo, magari in forma più elegante: Cofferati, indignandosi per le irregolarità dei voti e abbandonando il Pd, ha sostanzialmente scoperto l’acqua calda, ossia che le primarie sono sempre e comunque una pagliacciata. Ci chiediamo però – anche se non possiamo pretendere una risposta: Cofferati avrebbe fatto tutta questa sceneggiata se avesse trionfato al posto della benemerita Paita? Lasciamo al buon Sergio il beneficio del dubbio.

Tito G. Borsa

Tito Borsa

Ho fondato La Voce che Stecca e l'ho diretta fino al 30 settembre 2017. Una laurea in Filosofia all'Università di Padova e molti progetti per il futuro.

Un pensiero riguardo “Note a margine sull’addio di Cofferati

  • gennaio 29, 2015 in 12:07 pm
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    Grande Direttore! Che si nasconda Cofferati

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