Sante De Pasquale – Fisica semantica

Fisica semantica
Sante De Pasquale
Di Felice edizioni – 2010 – 10 euro

2L-depasquale

Di Tito G. Borsa
Sante De Pasquale, 52enne romano, arriva a scrivere Fisica semantica dopo aver pubblicato altre tre raccolte di poesie, seppur con editori diversi. Non è un libro eccezionale questo: le poesie sanno di un «già sentito» a tratti più lieve, a tratti addirittura fastidioso. L’autore pare voglia infarcire i propri versi con paroloni che lasciano il lettore in un misto fra il perplesso e lo sgomento: «parafrasi solitarie di giochi alchemici», «microgrammo di cellula», «qualunquista melma dell’ovvio», e così via. Ermetismo che si discosta dalla concezione della poesia che più si avvicina ai nostri gusti: una poesia chiara, comunicativa e portatrice di emozioni.
Fisica semantica non è una raccolta di poesie che s’addice al lettore impaziente: cercare di interpretare le parole di De Pasquale è un’ardua missione che richiede un lavoro lungo, e forse anche un background culturale non indifferente. Il consiglio che ci sentiamo di dare all’autore è quello di preoccuparsi anche del piacere che può portare la sua opera al lettore: non gli chiediamo di abiurare il suo stile, quanto piuttosto di trovare un compromesso fra sé e il grande pubblico. Il sottotitolo del libro è «ovvero della Magia del Suscitare», a noi però sembra suscitare soltanto molte perplessità.
VOTO depasquale

Tito Borsa

Giornalista praticante. Mi occupo principalmente di inchiesta giudiziaria. Autore di Un silenzio italiano (Cleup, 2017). Ho fondato La Voce che Stecca e l'ho diretta fino al 30 settembre 2017.

3 pensieri riguardo “Sante De Pasquale – Fisica semantica

  • gennaio 22, 2015 in 4:03 pm
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    premettendo che non ho letto il libro, cosa a cui mi piacerebbe rimediare, posso dirti da poetessa che nel momento in cui un’artista scrive sta pensando unicamente a se stesso. Inoltre una poesia ermetica spesso e volentieri è scritta con sacralità. La poesia spirituale spesso è scritta in una condizione di pura estasi. Il fatto che tu non abbia delle conoscenze esoteriche ti porta a criticarlo come fin troppo aulico. Ma considera che ormai la poesia è già di per sè aulica e che è scritta solo da poeti per poeti. La poesia è qualcosa che ormai appartiene all’ antico ed oggi, ancor più che nel passato, è davvero per pochi. Anzi molti esoteristi o pagani finiscon per divenir poeti per la loro grande profondità. Il fatto che la poesia è solo per poeti e la poesia esoterica è solo per esoteristi e poeti esoteristi è un dato di fatto. Inoltre molti poeti si scopron essere anche esoteristi. Tu componi? Anzi grazie per avermi incuriosita e sicuramente cercherò di procurarmi il libro. hai detto che ha scritto altre raccolte, quali? ^_^

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  • gennaio 22, 2015 in 4:37 pm
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    Sì io compongo. Se una persona scrive cose riservate a pochi, perché le pubblica? Nelle poesie che scrivo non mi sento esoterico ma comunicatore, ed è quello il mio obiettivo. Le poesie autoreferenziali, come gli articoli fini a se stessi, sono insopportabili

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  • Pingback:Un incomprensibile prolegomeno di poesofia | La Voce che Stecca

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