Fulvia Marconi – Amore che d’amor si nutre e sazia

Amore che d’amor si nutre e sazia
Fulvia Marconi
Di Felice edizioni – 2014 – 12 euro

56-L-Marconi

Di Tito G. Borsa
Fulvia Marconi non è mica una novellina: Amore che d’amor (per scorrevolezza ci permettiamo di accorciare il titolo) non è che l’ultima fatica di questa poetessa che nella sua carriera ha ottenuto numerosissimi premi e riconoscimenti. Il titolo della raccolta ha un sapore di altri tempi, quasi un retrogusto rinascimentale, che incuriosisce il lettore che ancora non sa cosa celi quella copertina forse un po’ troppo barocca. Di rinascimentale le poesie di Marconi hanno davvero poco, per fortuna: ignorando per il momento i contenuti, la forma è molto più vicina a noi, un’essenza di montale-dannunzismo (perdonateci il neologismo) che l’autrice ha saputo declinare in modo personalissimo e molto affascinante. Una poetica che mischia narrazione e introspezione in uno scenario che non cade mai nel «già sentito», arricchita dalle illustrazioni di Maria Michela Punzi. Fulvia Marconi ci parla di scene e sentimenti quotidiani: l’arrivo della primavera, la figura del poeta, i barboni, i terremoti (costante del nostro paese) e via discorrendo. Uniche note negative, se proprio dobbiamo fare i pignoli – come deve fare chi scrive recensioni d’altro canto -, sono l’esigua quantità di componimenti raccolti in Amore che d’amor e la copertina, tutto sommato piuttosto inadatta alla profondità delle poesie. Non sarebbe neanche infondata un’obiezione alla prima delle due piccole critiche che ci siamo sentiti di fare: è un difetto la brevità? A nostro modesto parere sì, se ad essere breve è un’opera molto intensa come quella di cui stiamo parlando: dopo aver letto la Filastrocca della befana senza denti, ultima poesia della raccolta, al lettore resta un po’ di amaro in bocca: «non c’è altro?». Chi leggerà questo libro con la stessa passione con cui l’abbiamo letto noi rimarrà insoddisfatto aspettandosi mille altre poesie come quelle che ha letto, ma inizierà a vedere l’autrice come la sorella maggiore che, con grande umiltà, ci spiega la vita.
VOTO nuvole

Tito Borsa

Ho fondato La Voce che Stecca e l'ho diretta fino al 30 settembre 2017. Una laurea in Filosofia all'Università di Padova e molti progetti per il futuro.

Shares