Verona: note a margine sulla scomparsa del Dottor Kegel

Si fa chiamare Dottor Kegel, forse in omaggio al «vero» dottor Kegel che inventò gli esercizi contro l’incontinenza, ed è il terrore degli insegnanti veronesi: fra ottobre e novembre dello scorso anno ha «invaso» più di una scuola lanciando pigne contro gli insegnanti. Paladino degli studenti, nella sua pagina Facebook raccoglie le segnalazioni dei giovani: «A scuola si muore di freddo e non hanno nemmeno acceso i termosifoni, ci sono -5 gradi aiuto», tanto per fare un esempio.
Sui social è evidente di quanto il Dottor Kegel abbia curato la sua immagine, con fotomontaggi molto azzeccati (ve ne proponiamo uno in coda all’articolo) e con frasi molto suggestive. Parla sempre di sé in terza persona e afferma che il suo obiettivo è creare una scuola incentrata sulla creatività. In molti hanno pensato alle gesta di un folle, che però organizza alla perfezione le sue «gesta» anche all’insegna del marketing: durante le incursioni è spesso presente un complice munito di telecamera e la scena puntualmente finisce su Youtube.
Personalmente sono rimasto sempre molto colpito dalla figura del Dottore: personaggio curioso e molto affascinante, soprattutto perché – almeno all’apparenza – sembra non guadagnare nulla da quello che fa. Davide Orsato del Corriere del Veneto è riuscito ad intervistarlo, ma non è servito per trovare una ragione meno «romantica» per cui il Dottor Kegel irrompe nelle scuole. Sarà davvero solo un tentativo di creare una scuola nuova? Mi auguro di sì.
Sono mesi che il dottor Kegel non si fa più vivo, che abbia finito la sua lotta per la creatività?

Tito G. Borsa

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Tito Borsa

Ho fondato La Voce che Stecca e la dirigo dal 19 aprile 2014. Scrivo ogni mese sul Borghese e ogni tanto sul blog Sostenitore del Fatto Quotidiano. Una laurea in Filosofia all'Università di Padova

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