Sante De Pasquale – Canzoni del Vagabondo

Canzoni del vagabondo
Sante De Pasquale
Di Felice edizioni – 2012 – 5 euro

santeAmmettiamo di esserci sbagliati: quando abbiamo recensito Fisica semantica pensavamo che il problema di Sante De Pasquale consistesse nel non riuscire a comunicare ciò che prova. Mai opinione fu meno azzeccata: leggendo Canzoni del vagabondo la «ribellione» dell’autore risalta con efficacia da ogni verso. Immaginiamo che Fisica semantica sia soltanto una raccolta poco riuscita e non pensiamo di dover cambiare la nostra opinione.
«Sono io che cammino lungo quel fiume/io vagabondo, assassino e bandito/nella leggera onda della corrente/intravedo il tuo sangue/ancora copioso nei miei occhi/voglio solo sudare il mio tempo/e continuare la mia strada». Questo è l’incipit del quinto componimento della raccolta che prendiamo in esame e in queste poche righe è racchiuso tutto il significato di
Canzoni del vagabondo: il muoversi frenetico alla ricerca di un’alterità che è impossibile raggiungere restando ancorati all’apparenza e allo stereotipo. Ed è proprio questa la «missione» affidata a Sante De Pasquale in questo libro: cercare l’alterità attraverso l’immaginifico vagare fra paesaggi reali e paesaggi dell’anima.
VOTO baldissarti

La Voce che Stecca

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