Carlo Arrigoni – Incandescente

Incandescente
Carlo Arrigoni
Di Felice Edizioni – 2011 – 12 euro

arrigoni

Di Cecilia Alfier
Non ho mai recensito un libro di poesie e vi assicuro che non per nulla facile. Le poesie nascono dal profondo dell’anima, da quella parte che è «incandescente» e qualsiasi critica che io possa fare varrebbe certo di meno dell’ultimo verso dell’ultimo dei poeti. Solo questo so, che l’ultimo dei poeti non è Carlo Arrigoni; per quanto riguarda Incandescente, la poesia raggiunge i massimi livelli nella seconda parte, quando si parla di quotidianità, di una partita a calcio, di una giornata di marzo. Le poesie puramente amorose trasmettono invece molto meno, ma nulla è più soggettivo di un testo poetico o di una canzone. La prima sezione della silloge Lava parte subito all’attacco, una sfida al proprio sentimento e si conclude con gioia, nel ricongiungimento con la donna amata. Ma è un ricongiungimento momentaneo. «Il tuo passaggio mi uccise» confessa il poeta all’inizio della seconda parte. L’Amore uccide, dà la vita, a volte è solo spettatore dalla tribuna di uno stadio, a volte è semplicemente meglio non pensarci, i baci desiderati possono trasformarsi in baci bugiardi. Alla fine dei giochi, però, il non amare è una malattia peggiore dell’amore non corrisposto; alla fine l’amore restituirà quello che si è preso cento volte tanto. Questo è ciò che mi è rimasto di più come lettrice del libro di Arrigoni, anche se lui non lo dice. Sembra vagare libero in mezzo alle parole, libero dalla rima, a volte libero dalla sintassi, ma in fondo ai poeti si perdona tutto. È sempre un brutto periodo per scrivere poesie, ma è sempre – nello stesso tempo – il momento migliore. Non a tutti è dato scriverla, non a tutti è dato comprenderla, infatti il poeta si rivolge esplicitamente ad anime comprensive. Se mi permettete vorrei concludere con una mia poesia, di quando mi sono accorta che stavo scrivendo con una penna che non era mia.

La penna che uso è in prestito
Forse anche il mio dono lo è
Un giorno smetterò di scrivere
Restituirò le parole
Restituirò la penna.

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