Note a margine su un anno senza Freak Antoni

Oggi è un anno che ci ha lasciati Roberto «Freak» Antoni, leader degli Skiantos e genio discusso della musica italiana. Non è il caso di lanciarsi in memoriali artificiosi e giaculatori: non avrebbe di certo gradito: ci avrebbe piuttosto mandati a fare in culo.
Conobbi Freak nel dicembre del 2013, era già molto malato ma, nonostante questo, non aveva perso l’umorismo tagliente che ha caratterizzato tutta la sua vita. È uno di quei personaggi la cui esistenza privata e pubblica si fondono continuamente: gli eccessi, le paure e quella sottile malinconia che traspariva da certe frasi pronunciate con un preciso tono di voce.
Ci mancherà Freak: non è una frase di circostanza quanto piuttosto una certezza. Unico e inimitabile, con la sua «follia» ricca di spontaneità è riuscito a lasciare il deserto alle sue spalle: nemmeno un ciuffo d’erba, nemmeno un erede che possa prendere il suo ingombrante lascito.
Ciao Freak, il tuo «pubblico di merda» ti saluta!
Insegna agli angeli a preferire le sbarbine e a prendere in giro Dio.

Tito Borsa

Intervista a Alessandra Mostacci, compagna di Freak

Intervista a Eugenio Finardi su Freak

Tito Borsa

Ho fondato La Voce che Stecca e la dirigo dal 19 aprile 2014. Scrivo ogni mese sul Borghese e ogni tanto sul blog Sostenitore del Fatto Quotidiano. Una laurea in Filosofia all'Università di Padova

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