Lettere al Direttore: il benzinaio di Nanto è un argomento troppo filoleghista

Gentilissimo Direttore,

abito a Nanto (Vicenza) e ho notato che lei non ha parlato del nostro eroe Graziano Stacchio, il benzinaio balzato alle cronache per aver ucciso un rapinatore appena uscito da una gioielleria.
Sono molto deluso da questa sua mancanza: non è che lei, per compiacere i suoi amici sinistrorsi (come fa un ragazzino a intervistare Bersani se non è affiliato con il Pd?) vuole evitare di toccare argomenti che possano piacere a noi leghisti? Guardi che la «Lega-Pound», come l’ha chiamata lei, è la nuova dimensione della Destra in Italia. Siamo la rievocazione della Destra storica dell’Unità d’Italia.
Distinti saluti

R.


stacchio-2

Caro lettore,

conosco bene la storia del benzinaio di Nanto, divenuto un «eroe» per aver sparato ad un malvivente in fuga ed ora le propongo la mia visione dei fatti. Prima però la prego di pazientare ancora un po’ perché nella sua lettera ci sono un paio di cose che non mi sono andate giù: la prima riguarda l’intervista a Pier Luigi Bersani: a parte il fatto che ho anche io i miei metodi e i miei contatti per ottenere quello che voglio, mi pare assurda – grottesca, addirittura – la mia presunta «affiliazione» al Partito Democratico. Ammesso e non concesso che questo legame esista veramente, sarei davvero un mago dell’intelligence a mascherarlo così bene: non ho fatto il conto ma credo che almeno il 40/50% degli articoli a mia firma su questo blog siano una critica alla sinistra. Il mio lavoro di «affiliato» è un pochino controproducente, lei che dice? La seconda cosa è il collegamento che lei ha istituito fra la Lega-Pound e la Destra storica di Cavour e D’Azeglio: quest’ultima nasceva da degli ideali liberali totalmente estranei sia alla Lega, sia soprattutto a Casa Pound. Non penso sia il caso di aggiungere altro.
Per tornare invece al discorso sul benzinaio, la ragione per cui su
La Voce che Stecca nessuno ne abbia parlato è da ricercarsi non nelle idee politiche del sottoscritto quanto piuttosto nella mancanza di originalità della notizia: non è «il padrone che morde il cane», per utilizzare un esempio tipico delle scuole di giornalismo. Un uomo che, solo perché in possesso di un’arma, si fa giustizia da solo non è una novità. E non mi si parli di legittima difesa: il benzinaio non c’entrava nulla con la rapina e i malviventi stavano fuggendo, non sparando all’impazzata sulla folla inerme. In una realtà liberale e moderna come la nostra, la giustizia dev’essere amministrata esclusivamente dallo Stato che, come ogni entità terrena e non divina, manca di onnipresenza. Bisogna cercare – attraverso le forze dell’ordine, non tramite i privati cittadini – di colmare queste mancanze senza mai dimenticare però, come abbiamo appena detto, che l’entità è terrena e non divina, e che quindi stiamo parlando di uno scarto incolmabile.
Provi a pensare cosa succederebbe se chiunque si armasse per farsi giustizia da solo.
Cordiali saluti

Tito Borsa
direttore.lavocechestecca@gmail.com

Tito Borsa

Ho fondato La Voce che Stecca e la dirigo dal 19 aprile 2014. Scrivo ogni mese sul Borghese e ogni tanto sul blog Sostenitore del Fatto Quotidiano. Una laurea in Filosofia all'Università di Padova

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