Elisabetta Casellati, portavoce del Silvio martire

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Sono passati quasi otto mesi da quando è stata eletta al Consiglio Superiore della Magistratura, e di Elisabetta Alberti Casellati si sono perse le tracce. Ce ne occupiamo per una sorta di patriottismo, lei sarà anche nata a Rovigo, ma la sede della sua incessante operosità è sempre stata Padova, città in cui è nato e vive chi scrive. Fortunatamente non ci accomuna altro. Per chi non la conoscesse la Casellati, classe 1946, milita in Forza Italia (con la parentesi PdL) sin dalla fondazione e in questi vent’anni ha fatto parte di 5 legislature: 1994, 2001, 2006, 2008 e infine 2013. Ha lasciato l’amato scranno solo, come dicevamo all’inizio, pochi mesi fa; il risarcimento è stato un posto al Csm in quota Forza Italia. Laureata in giurisprudenza alla Pontificia Università Lateranense, forse è rimasta preda della propria specializzazione in diritto canonico identificando Silvio Berlusconi come un martire bisognoso della sua cura; non si spiegherebbero in altro modo le «amnesie» dei fondamenti del diritto avute nell’«amichevole chiacchierata» con Marco Travaglio su La7 durante la puntata di Otto e Mezzo dell’11 aprile del 2011: come può una laureata in giurisprudenza e ricercatore universitario (proprio a Padova) di Diritto canonico ed ecclesiastico (in aspettativa) affermare che il primo grado di giudizio è più importante del secondo? Se davvero fosse così, quale utilità persegue l’esistenza di 3 gradi di giudizio?
Ma al «martire» Berlusconi la Casellati deve molto: oltre a 5 legislature al Senato (tre volte eletta grazie al
porcellum, e quindi non scelta dai cittadini), la nostra è stata sottosegretario alla salute (30.12.04/25.05.05, 26.05.05/16.05.06), sottosegretario alla giustizia (12.05.08/16.11.11), dal 21 marzo 2013 è segretario della presidenza del Senato, dal 14 febbraio 2014 capogruppo di Forza Italia nella giunta delle elezioni del Senato e poi è arrivato il Csm. Una carriera di tutto rispetto, aiutata per un anno anche dalla figlia (ovviamente quest’ultima era lì per merito), che ha bisogno qualcosa in cambio, e cosa se non la difesa ai limiti dell’irrazionale dell’artefice di cotanto successo? Per gli smemorati, Casellati compresa, un elenco (parziale) dei reati contestati a Silvio Berlusconi: frode fiscale, falso in bilancio, appropriazione indebita (processo Mediaset, condannato); corruzione semplice (Lodo Mondadori, prescritto); finanziamento illecito ai partiti (All Iberian 1, prescritto); falso in bilancio (Consolidato Fininvest, prescritto); falso in bilancio e appropriazione indebita (bilanci Fininvest 1988-1992, prescritto); corruzione dell’avvocato Mills (processi All Iberian e Arces, prescritto); rivelazione di segreto d’ufficio (Unipol, prescritto); falso in bilancio (acquisto dei terreni di Macherio, amnistia); falsa testimonianza (amnistia); falso in bilancio (All Iberian 2, il fatto non costituisce più reato); idem per il falso in bilancio del processo Sme; prostituzione minorile (processo Ruby, il fatto non costituisce reato). A questi si aggiungono quelli in corso (corruzione del senatore De Gregorio, processo escort e inchiesta Ruby ter, quest’ultima per corruzione in atti giudiziari) e quelli archiviati: spartizione pubblicitaria Rai-Fininvest, traffico di droga, tangenti fiscali pay-tv, concorso in strage, concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione nel caso Saccà, abuso nell’utilizzo dei voli di Stato, diffamazione aggravata dall’uso del mezzo televisivo e molte altre amenità. Pare San Sebastiano trafitto dalle frecce: un martire del nostro tempo. Grazie alla Casellati per aver contribuito a farcelo conoscere.

Tito Borsa

Ho fondato La Voce che Stecca e l’ho diretta fino al 30 settembre 2017. Una laurea in Filosofia all’Università di Padova e molti progetti per il futuro.

Un pensiero riguardo “Elisabetta Casellati, portavoce del Silvio martire

  • aprile 30, 2015 in 7:46 pm
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    La ringrazio solo se scompare dagli elenchi degli stipendiati dallo Stato!

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