Menichini, Zecchi e Borsa, tre voci sull’italicum

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54c5f4e1876c79c55defc2c42ad7c8d6_400x400Stefano Menichini

Era davvero necessario mettere il voto di fiducia sull’Italicum? Non è un’inutile forzatura?
Direi che è tutto regolare. Si è trattato di una scelta politica, legittima, di una forzatura necessaria per evitare tre votazioni con voto segreto che avrebbero comportato delle modifiche alla legge che poi si sarebbe dovuta rinviare al Senato dove al 90 % sarebbe caduta trascinando con sé il governo.

Gli Italiani sono interessati alla legge elettorale e capiscono lo scontro in atto in parlamento?
Gli Italiani in genere sono disamorati delle vicende politiche. Ci sono però state stagioni con grande interesse e partecipazione, basti ricordare quelle dei referendum, in cui il nostro si è dimostrato un popolo più politicizzato di altri. Adesso effettivamente le emergenze del Paese sono altre, ma non dimentichiamo che buone regole aiutano ad affrontare meglio i problemi.

Prevede che la legge elettorale verrà approvata? E se ciò davvero avvenisse senza i voti di Bersani, Epifani, Letta, Cuperlo, Civati, Bindi e Speranza quali saranno le conseguenze per il Pd?
Sì, l’iter della legge non troverà ostacoli. Per quanto riguarda invece l’opposizione interna al Pd è sbagliata la sufficienza con cui i sostenitori di Renzi hanno liquidato questa scelta. Una scelta, quella di Bersani, Letta, Bindi e degli altri, minoritaria, perdente, che sminuisce la loro capacità di leadership, ma che lascerà una ferita che farà molto soffrire e rotture personali difficili da rimarginare. Renzi poi ha lavorato per isolare le truppe dai loro generali, i quali adesso devono fare i conti con l’aver voluto, sbagliando, strumentalizzare la materia istituzionale. Temo sia prevalso un po’ di rancore personale che ha fatto perdere loro non solo di lucidità, ma anche la maggioranza del partito e poi la maggioranza della minoranza. Non so prevedere che scelte faranno, di certo anche nella minoranza del Pd è in atto un cambio generazionale che Renzi farà di tutto per agevolare.

stefano_zecchi_webStefano Zecchi

Le piace l’Italicum?
Non è che l’aspetto estetico della legge mi ponga dei problemi, d’altronde ogni legge elettorale presenta delle difficoltà di «costruzione». È comunque sempre meglio della precedente e la sceneggiata in atto sull’attacco alla democrazia è irrisoria provenendo da dei nominati dalle segreterie di partito. Piuttosto, un esempio di mancanza di democrazia è stata l’aula della Camera vuota durante la commemorazione di Giovanni Lo Porto, il cooperante italiano ucciso dal drone americano, da parte del Ministro degli Esteri.

Era davvero necessario mettere il voto di fiducia sull’Italicum? Non è un’inutile forzatura?
Renzi vuole stravincere ed è convinto di poterlo fare visto quanto i deputati sono legati al vitalizio. In effetti la legge che prevede si debba rimanere in carica almeno metà legislatura per ottenere il vitalizio si è dimostrata davvero importante per le sorti dei governi! Comunque non è scandaloso mettere la fiducia, i termini costituzionali lo permettono e d’altronde dopo 14 mesi di discussione è necessario giungere ad una conclusione. Certo, una legge elettorale più condivisa è e meglio è e vorrei sottolineare le contraddizioni di Forza Italia che ora vota contro ad una legge che ha contribuito a scrivere, quanto tatticamente sarebbe stato più conveniente sostenerla.

Gli Italiani sono interessati alla legge elettorale e capiscono lo scontro in atto in parlamento?
A me pare che gli italiani non siano affatto interessati alla vicenda dell’Italicum, che è invece una questione tutta interna alla politica e una resa dei conti all’interno del Partito Democratico.

Prevede che la legge elettorale verrà approvata? E se ciò davvero avvenisse senza i voti di Bersani, Epifani, Letta, Cuperlo, Civati, Bindi e Speranza quali saranno le conseguenze per il Pd?
Certo, oggi siamo già al secondo voto positivo, non vedo problemi. Nel Partito Democratico non accadrà assolutamente nulla, le frizioni cui stiamo assistendo sono solo questioni tattiche che vengono alimentate da figure scialbe prive di carisma, incapaci di sollevare entusiasmi, dei tenenti senza esercito che cercano di capire come fare a non continuare a perdere e che alla fine rientreranno nei ranghi senza lasciare conseguenze. Se decidessero invece di fondare un nuovo partito la loro presenza sarebbe del tutto ininfluente su quel 10-15% di voti che storicamente la sinistra italiana riesce a raccogliere e rischierebbero di sparire rapidamente dalla scena politica. Secondo me le regionali della Liguria potrebbero essere un test molto importante: anche lì, come successo altrove, prima si sono sbandierate le primarie come una grande realtà di partito, poi i perdenti hanno presentato un loro candidato. La gente non è indifferente a queste dinamiche e reagisce o punendo o non partecipando. Sarà davvero interessante vedere come andrà a finire.

IzBN4HhwTito Borsa

Era davvero necessario mettere il voto di fiducia sull’Italicum? Non è un’inutile forzatura?
Parlare di necessità e di forzatura a mio parere è alquanto fuorviante: lo ha spiegato già Ferdinando Imposimato e lo ripeto io: è incostituzionale (vedasi art.72 comma 4) porre la questione di fiducia su una legge elettorale. Ammesso e non concesso che l’iter percorso dal governo sia corretto, mi pare sì una forzatura: non era lo stesso Renzi, 15 mesi fa, a dire che non si potevano fare le leggi elettorali a colpi di maggioranza? Forse era un sosia. Tale forzatura comunque non è inutile, guardando la questione dal punto di vista del governo: il premier è tutt’altro che sicuro che questa nuova legge elettorale vada in porto e non può permettersi di sbagliare. Stiamo parlando di un giocatore d’azzardo: è consapevole che sta mettendo a rischio tutto l’operato governativo, ma non può fare altro. Se l’italicum per ipotesi non passasse alla camera, sarebbe tutto finito comunque.

Gli italiani sono interessati alla legge elettorale e capiscono lo scontro in atto in parlamento?
A mio parere l’italiano medio è interessato alla legge elettorale pur non sapendo minimamente di che cosa si sta parlando. È difficile trovare qualcuno che riesca a spiegare al comune cittadino – che giustamente non può passare le giornate a seguire le vicende di Renzi – la portata autoritaria di questa legge elettorale. Va a finire che chi è renziano ascolta le tranquille parole del premier, chi è antirenziano spera che la legge elettorale si affossi in quanto prodotto del governo Renzi. Per quanto riguarda lo scontro in parlamento, al cittadino comune (stiamo generalizzando, ma è inevitabile) arrivano solo le questioni «di colore» come quelli dei 5 Stelle che urlano «coglione, buffone» ad un deputato Pd. Manca nell’italiano medio la consapevolezza del danno alla democrazia che questa riforma elettorale, insieme all’abolizione del senato, porterà al nostro paese. Non si pensa mai agli altri paesi europei: il Regno Unito, per esempio, ha la stessa legge elettorale da tantissimo tempo: oltremanica si cerca di vincere le elezioni per merito (o per furbizia), non cambiando le regole del gioco.

Prevede che la legge elettorale verrà approvata? E se ciò davvero avvenisse senza i voti di Bersani, Epifani, Letta, Cuperlo, Civati, Bindi e Speranza quali saranno le conseguenze per il Pd?
Sono più propenso a pensare che la legge elettorale verrà approvata e, soprattutto, con i voti di tutta (o quasi) la minoranza cosiddetta «dem». Per quanto riguarda l’entrata in vigore dell’italicum, i deputati sanno benissimo che la bocciatura e la conseguente caduta del governo Renzi causerebbe un caos inaudito (che a molti di loro non converrebbe): se Mattarella decidesse di sciogliere le camere, andremmo a votare con una legge elettorale sballata, il porcellum epurato dalla Corte costituzionale, e il risultato delle elezioni non sarebbe così prevedibile; se invece dal Quirinale si decidesse di eleggere un nuovo premier, chi sarebbe costui? Mi pare difficile pensare a qualcuno (sempre in area Pd) capace di essere il nuovo presidente del consiglio; Forza Italia non avrebbe i numeri; e, visto che Mattarella non è Napolitano, non escluderei che si pensasse ad un governo a 5 stelle, magari – giusto il tempo di approvare una legge elettorale – in coalizione con Sel la minoranza interna al Pd. Ma questa storiella, a mio avviso, è pura fantascienza: l’italicum passerà e Bersani & Co. lo voteranno: si indignano sempre quando non sono influenti. Quando il loro voto vale qualcosa, chinano il capo nel nome della ditta e questo è un atteggiamento che io proprio non comprendo.

Un pensiero riguardo “Menichini, Zecchi e Borsa, tre voci sull’italicum

  • maggio 1, 2015 in 3:16 pm
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    Borsa e Zecchi gli unici sensati. Si vede che entrambi hanno studiato filosofia

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