L’Aquila: la partigiana torna a casa dopo 6 anni

LAquila

Questa è la storia della signora Bruna. Una donna, una mamma, una nonna. Una bersagliera, come la descrive il quartiere di Sant’Ansa, che, come ci racconta lei, «Ha dato il pane ai partigiani». Il 6 aprile 2009, come la maggior parte degli aquilani, ha visto crollarle addosso il tetto che le ha coperto la testa per più di quarant’anni. Una casa, che ha dato sicurezza a lei e i suoi quattro figli, è volata via, come un foglio di cartapesta. Dopo sei anni, Bruna ha varcato la soglia di casa sua, in via San Gabriele dell’Addolorata: i palazzi sono diversi, moderni, a norma di legge. Dopo molte insistenze, si lascia persuadere e, con penna e taccuino, risponde alle mie domande. Le parole hanno preso il sopravvento mescolandosi a lacrime di gioia e dolore. Quella notte lei dormiva, sola (ci racconta che suo marito morì sul posto di lavoro giovanissimo), nel suo letto matrimoniale quando un boato squarciò le mura domestiche costringendola a precipitarsi sull’uscio. «Dei presenti condòmini, mancavo solo io all’appello. Più volte provai con forza ad aprire il portone ma invano. Non avevo più speranze, pensavo che per me non ci fosse più via di fuga. Tentai ancora ma questa volta, pregai mia madre per aiutarmi. Alle quattro meno un quarto circa, ero fuori, ancora frastornata, non credendo di avercela fatta». Ci racconta che dopo il terremoto ha vissuto con i figli che, nel limite delle loro possibilità, hanno cercato di non farle mancare nulla. È stata nelle roulotte, in casette di legno e successivamente nei progetti Case. Il freddo aquilano, la striina, in quel periodo non congelava solo la città, ma anche le speranze delle persone. Bruna, all’età di ottantacinque anni, non credeva di poter ritornare alla normalità, alla sua piccola indipendenza, alla vita che, in fondo, non ha mai disprezzato. «Spesso passavo nel mio quartiere, vedevo le gru e mi domandavo se mai avrei avuto la gioia di tornarci. Non trovavo risposte». Dopo una piccola pausa riprende: «Sono quindici giorni che sono tornata a casa mia e stento ancora a crederci. Certo, un tempo era tutto diverso. Prima non avevo l’ascensore e il terrazzo era molto più grande ma, credimi, la felicità che mi pervade è indescrivibile. Sono una donna che ha vissuto sulla propria pelle la guerra e il terremoto. Ma sono anche una donna che ha avuto la fortuna di ritornare a vivere lì dove la natura mi ha cacciata fuori».

Un pensiero riguardo “L’Aquila: la partigiana torna a casa dopo 6 anni

  • maggio 7, 2015 in 12:07 am
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    Congratulazioni a Bruna per il suo coraggio e tanti auguri di cuore per il suo presente….

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