La cultura italiana è al servizio del Principe

monta

La cultura italiana è nata nel Palazzo e alla mensa del Principe, laico o ecclesiastico che fosse, e non poteva essere altrimenti, visto che il Principe era, in un Paese di analfabeti e quindi senza pubblico mercato, il suo unico committente. Mentre la Riforma aveva sgominato l’analfabetismo facendo obbligo ai suoi fedeli di leggere e d’interpretare i testi sacri senza la mediazione del Pastore autorizzato a dare solo qualche consiglio; la Controriforma, che faceva del prete l’unico autorizzato interprete delle Scritture, dell’analfabetismo era stata la fabbrica, che lasciava l’intellettuale alla mercé (in tutti i sensi) del suo patrono o protettore. Il quale naturalmente se ne faceva ripagare non solo con la piaggeria, ma anche con la difesa del sistema su cui si fondavano i suoi privilegi.
Così si formò quella cultura parassitaria e servile, che non è mai uscita dai suoi circuiti accademici per scendere in mezzo al popolo a compiervi quell’opera missionaria, di cui le è sempre mancato non solo la vocazione, ma anche il linguaggio. In Italia il professionista della cultura parla e scrive per i professionisti della cultura, non per la gente. E istintivamente cerca ancora un Principe di cui mettersi al servizio.
Scomparsi quelli di una volta, il loro posto è stato preso dai depositari del potere, cioè dai partiti. E questo spiega la così detta «organicità» dell’intellettuale italiano, sempre schierato dalla parte verso cui soffia il vento. Se è vero che l’ambizione di ogni intellettuale è di diventare il direttore della pubblica coscienza, l’intellettuale italiano la serve all’incontrario: mettendosene al rimorchio e facendo la mosca cocchiera di tutti i suoi eccessi e sbandate.

Indro Montanelli
Post scriptum all’ultimo volume della Storia d’Italia

La Voce che Stecca

Articoli non firmati o scritti da persone esterne al blog

2 pensieri riguardo “La cultura italiana è al servizio del Principe

  • maggio 24, 2015 in 8:08 pm
    Permalink

    Bellissimo pezzo del più grande giornalista e osservatore che abbiamo avuto

    Risposta
  • maggio 29, 2015 in 11:24 am
    Permalink

    Quando leggo Montanelli… Tutto il resto è noia!

    Risposta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Shares