La paura fa Salvini

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Devo essere sincero: se Renzi è un pagliaccio, Matteo Salvini mi fa davvero paura.Chi conosce un po’ di storia sa benissimo che paragonare il segretario della Lega a Hitler è assolutamente inappropriato, senonché anch’egli si fa portatore di un messaggio di odio di cui è anche amplificatore in un momento molto difficile per una buona fetta di italiani. È facile e alquanto populista dare la colpa sempre al «diverso» quando le cose non funzionano e non si sa come rimetterle a posto: una volta andavano di moda gli ebrei, rei – secondo gli accusatori – di arricchirsi mentre il paese crollava, ora sono gli immigrati e i rom insieme a tutte le bufale propagandistiche che si trascinano dietro. Che il problema dell’immigrazione sia una questione seria siamo tutti d’accordo, ma amplificare l’odio represso di molti italiani è cosa grave.
Se posso permettermi un paragone apparentemente azzardato, Grillo ha fatto il salto di qualità: pur partendo anch’egli da una situazione di difficoltà (il M5S ha come «manifesto» quello che dovrebbe essere l’ovvio, in un paese normale), l’ex comico e il suo
entourage hanno saputo canalizzare la rabbia e la delusione degli elettori in un qualcosa di positivo e di costruttivo. A Salvini tutto questo non interessa, forse perché di vere proposte non ne ha. Preferisce spargere zizzania e menzogne (la «diaria» degli immigrati, per esempio); ci auguriamo che non si giunga ad un punto di non ritorno.

Tito Borsa

Ho fondato La Voce che Stecca e la dirigo dal 19 aprile 2014. Scrivo ogni mese sul Borghese e ogni tanto sul blog Sostenitore del Fatto Quotidiano. Una laurea in Filosofia all'Università di Padova

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