Fiori di Lega, fiori di Destra

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I comunisti, minchia che paura e doppiaminchia che offesa!Oggi parliamo di Destra, anche dopo l’avvilente confronto da Lilli Gruber su La7 fra il sempre educato Gianfranco Fini e Aurora Lussana, renziana nei modi e leghista nei fatti. Come di consueto iniziamo leggendo un assaggio di vox populi virtuale: alcuni post o commenti sulla pagina Facebook della signora Lussana; non perché ci interessi lei, ma per entrare un po’ nel clima leghista. Molte di queste perle di autentica saggezza popolare riguardano la nomina di Matteo Renzi (dopo Monti e Letta) a Palazzo Chigi: «Stasera a Virus il bravo Porro chiede a Salvini: “Ma lei può andare a Palazzo Chigi indossando la maglietta della ruspa?”. Ma caro Porro, lo sai che a Palazzo Chigi ci va addirittura gente che non è mai stata votata?» (A. Lussana, 4.6.15). Questo è solo un esempio. Il problema è che «il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri» (art.92 comma 2, Costituzione italiana). Per quanto ci possa dare fastidio (a chi scrive non così tanto) l’Italia non è una repubblica presidenziale: i cittadini eleggono direttamente solo il parlamento. Ma si sa che informarsi è contrario alla natura di molti leghisti. Ad ogni modo, eccovi una carrellata di vere chicche: «+Rum -Rom» (maglietta della Lussana); «+Salvini -Clandestini» (striscione a Como); «Diamo una medaglia a chi spara a un rapinatore.
A meno che, il rapinatore, stia rapinando la Truzzi (Silvia, giornalista del
Fatto, ndr).
In quel caso, diamo la medaglia al rapinatore» (Lussana, 26.5.15).
Questa sarebbe la nuova destra italiana: abbiamo citato una giornalista che (anche da ex direttore della
Padania) appoggia il partito che ha superato Forza Italia, a cui una volta si accodava. Ma quanto «destra» è questa destra? Sono valori della destra il razzismo, la xenofobia, la catalizzazione dell’odio? Di una destra liberale e moderata si intende. Non siamo così d’accordo, per usare un elegante eufemismo. Come non è di destra la volgarità, la gratuità delle offese e la generalizzazione del nemico, caratteristiche invece di forze politiche che non hanno molto da dire. Qualunque partito dev’essere costruttivo e non distruttivo, deve ascoltare le proposte dell’avversario per poi eventualmente contestarle duramente, deve fare politica e non becera propaganda populista. Forse le nostre parole non hanno senso perché questa altro non è che l’amministrazione del ventunesimo secolo. Se così davvero fosse, vorrebbe dire che toccato il fondo abbiamo davvero iniziato a scavare. 

Tito Borsa

Ho fondato La Voce che Stecca e l'ho diretta fino al 30 settembre 2017. Una laurea in Filosofia all'Università di Padova e molti progetti per il futuro.

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