Lettera al Direttore: non la sopporto più

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Gentile Direttore,
la seguo ormai da alcuni mesi con molta curiosità: mi domando spesso come sia possibile – se è vero che lei ha 20 anni e se è vero che siete tutti «dilettanti» – che siate riusciti a intervistare personaggi come Guccini, Bersani, Furio Colombo, Roberto Fico e tutti gli altri. Da molto tempo però leggo solamente gli articoli delle sue (bravissime) collaboratrici: non riesco a sopportare la spavalderia, la faccia tosta, la mancanza di umiltà con cui lei scrive i suoi pezzi al vetriolo, cioè in pratica tutti. Evidentemente, se è vero che il suo blog ha molto successo, si è scelto bene la redazione; ma perché allora non iniziare a lavorare dietro le quinte? Lo faccia per il mio sistema nervoso.

Stefano


«A Tito piace sparare a zero e spesso senza nessuna cognizione di causa». (S.)
«Borsa mira solo a farsi dei nemici». (S.)


Caro Stefano,
ho deciso di unire la sua lettera a due frasi dette da una mia conoscente, visto che le critiche che mi si fanno sono molto simili. Spavalderia, faccia tosta, mancanza di umiltà, nessuna cognizione di causa in ciò che scrivo, sparare a zero, mirare solo a farsi dei nemici; devo dire che non mi riconosco esattamente in nessuna di queste caratteristiche, e nemmeno in quelli che lei chiama «pezzi al vetriolo»: i miei articoli non hanno la pretesa di cambiare le cose, di far vergognare il protagonista perché ho tirato fuori i suoi scheletri dall’armadio. Il mio obiettivo è quasi sempre di far divertire il lettore prendendo in giro più o meno bonariamente un politico o una persona famosa. Poi dipende molto dagli articoli a cui ci riferiamo: quando mi sono occupato dell’Eternit, tanto per fare un esempio, o della questione di Domenico Maurantonio, ogni ironia è stata lasciata da parte a favore certe volte di un triste sarcasmo. Il tono era comunque diverso rispetto a pezzi come quello su Povia, e penso che sia giusto così.
E con ironia e sarcasmo informo i lettori fornendo loro interpretazioni e mezzi per leggere la realtà che li circonda. E mi scusi se è poco, di più al momento mi è davvero difficile fare. Pare ovvio ma è bene comunicare che ogni articolo è scritto e pubblicato solo dopo un’attenta analisi della tematica trattata. Non siamo uno di quei siti di finta informazione che vanno tanto di moda ultimamente.
Farmi dei nemici è forse la diretta conseguenza di dire la verità, se è questo che intende la ragazza che mi ha criticato con quelle parole.
Ad ogni modo, mi dispiace deluderla ma non me ne resterò dietro le quinte: il mio lavoro non può consistere solamente nel gestire questo blog: la scrittura è ciò che mi riesce meglio.

Tito Borsa

Tito Borsa

Ho fondato La Voce che Stecca e la dirigo dal 19 aprile 2014. Scrivo ogni mese sul Borghese e ogni tanto sul blog Sostenitore del Fatto Quotidiano. Una laurea in Filosofia all'Università di Padova

Un pensiero riguardo “Lettera al Direttore: non la sopporto più

  • giugno 18, 2015 in 10:27 am
    Permalink

    In effetti Borsa certe volte è così pieno di sé da essere difficilmente sopportabile. Forse però l’autore di questa lettera, nonché l’autrice delle due citazioni, pensa di dover uscire a cena con il direttore. Chissenefrega del suo risvolto (dis)umano: scrive bene? Sì. Fa informazione? Sì. Fa informazione in modo puntuale e imparziale? Sì. E allora va bene!

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