Lettere al Direttore: Renzi dura fino al 2018?

Carissimo Direttore,
Renzi per la prima volta sembra davvero in difficoltà: si sta scoprendo che le sue tanto agognate riforme sono piene di buchi e di cavilli utili ai potenti, c’è il sospetto che la terza retata di Mafia Capitale colpirà il cuore del governo, l’opposizione interna della sinistra si fa sempre più forte e il consenso inizia a traballare. Ma il premier durerà fino al 2018?

Magda

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[dropcap]C[/dropcap]ara Magda,
non c’è alcun dubbio che questo sia un periodo alquanto grigio per l’esecutivo: solo una delle ragioni che lei ha elencato basterebbe ad un premier straniero per dare le dimissioni e salvare quanto gli rimane della faccia. Il problema è che siamo in Italia, quindi ogni previsione basata sul buon senso o sulle più elementari ragioni politiche può rivelarsi un fallimento se chi ha il potere di scegliere decide di rovesciare il tavolo su cui si giocava. Con tutte le carte per terra, il giocatore può anche affermare che aveva un poker in mano, quando invece si giocava la reputazione su una misera coppia. Nonostante questo, proviamo a rischiare e a ragionare sulle prospettive di Renzi in una situazione come questa: ammesso e non concesso che il governo ottenga la fiducia fino al 2018, a Renzi si prospettano due alternative: la prima, nel caso in cui la maggioranza parlamentare iniziasse a traballare, consisterebbe nel rischiare di andare alle urne già l’anno prossimo. Con l’italicum, Renzi – che di certo arriverebbe al ballotaggio – dovrebbe affidarsi ai grillini che mai e poi mai voterebbero centrodestra, oppure ai leghisti e ai berlusconiani che si farebbero castrare piuttosto che votare Grillo. Se vincesse il ballottaggio, Renzi avrebbe un parlamento (a una camera unica) a sua immagine e somiglianza che eleggerebbe un presidente della Repubblica favorevole al premier e così via. Il problema è che, secondo quanto traspare, è più probabile una sorta di «coalizione» (virtuale e non in senso politico) delle forze di opposizione secondo il mantra «Chiunque ma non Renzi». La seconda ipotesi è invece che Renzi decida di rattoppare il governo fino al 2018, nonostante lo scontento e le opposizioni sempre più forti. La terza strada, omessa per ipotesi all’inizio del discorso ma alquanto probabile, è che molto semplicemente il premier voglia proseguire fino alla fine della legislatura ma che il parlamento glielo impedisca facendo cadere il governo. Ci auguriamo che Mattarella non sia un Napolitano ter e che decida in quel caso di sciogliere le camere.
Un caro saluto

Tito Borsa

Giornalista praticante. Autore di Un silenzio italiano (Cleup, 2017), studio alla Scuola di Giornalismo della Luiss a Roma. Ho fondato La Voce che Stecca e l'ho diretta fino al 30 settembre 2017.

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