Il gender del paradosso

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[dropcap]U[/dropcap]n milione di persone ieri a Roma a manifestare a favore della famiglia tradizionale: uomini, donne e bambini uniti nella comune lotta all’utero in affitto, alla fantomatica teoria del gender, al matrimonio fra persone dello stesso sesso, all’adozione per queste coppie e per tutta una serie di altri «falsi miti di progresso» (citando il patron della festa Mario Adinolfi, direttore de La Croce, quotidiano con più lettere nel titolo che lettori). Un milione di persone, a detta degli organizzatori. Stime più accurate non superano i 200mila però non importa: l’approssimazione sembra essere la costante della giornata, fra fantocci da combattere e ideologie da estirpare.Ma il paradosso è davvero dietro l’angolo: innanzitutto è alquanto strano che uno dei promotori di questa manifestazione – Mario Adinolfi – sia un uomo così cattolico da sposarsi, divorziare e poi risposarsi a Las Vegas. Ognuno è libero di fare quello che vuole ma almeno predichi bene e razzoli ancora meglio. Seconda incongruenza: alcuni giorni fa girava su internet la foto di un bambino a torso nudo con un boa color arcobaleno al collo. La foto era stata scattata al carnevale di Rio, ma alcuni onesti signori hanno diffuso la voce che rappresentasse un gay pride. Apriti cielo! Subito i pecoroni che non controllano le fonti si sono messi ad abbaiare contro la strumentalizzazione dei bambini ai gay pride. A rigor di logica, ieri in Piazza San Giovanni a Roma non si sarebbero dovuti essere ragazzini e invece eccoli lì con i cartelli «Sono un bambino» e «Sono una bambina» per non correre il rischio di confondere i due generi. Evidentemente i bambini vengono «strumentalizzati» solo quando conviene dirlo.

foto ilfattoquotidiano.it

Tito Borsa

Ho fondato La Voce che Stecca e l'ho diretta fino al 30 settembre 2017. Una laurea in Filosofia all'Università di Padova e molti progetti per il futuro.

3 pensieri riguardo “Il gender del paradosso

  • giugno 21, 2015 in 2:26 pm
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    Una volta individuato con esattezza il genere, il signor Adinolfi si preoccupi di individuare e censurare tutti coloro che a quei children fa fare la pubblicitá di merendine, di auto, di detersivi, quando le loro immagini servono al mercato on line della pedofilia, ecc. Sa il signor Adinolfi nella sua immensa saggezza distinguere fra lecito e illecito, tra onestá e delinquenza, tra gente perbene senza genere e gente di merda senza genere e senza coscienza?

  • Pingback: Teoria del gender: la parola ai lettori | La Voce che Stecca

  • giugno 25, 2015 in 9:59 am
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    Adinolfi è diventato insopportabile: ognuno è libero di dire quello che vuole però essere intolleranti non è un diritto!

I commenti sono chiusi

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