Lettere al direttore: Grillo e Marino, reazioni diverse

marino

Carissimo Direttore,
le scrivo a proposito del suo articolo
Clandestini a Roma? No problema, pubblicato sulla Voce il 18 giugno.
Non riesco a capire: ma lei da che parte sta? «Accostare topi, spazzatura e clandestini è alquanto inappropriato però certe volte la forma è meno importante della sostanza. A Roma non ci sono clandestini? Difficile affermare un’assurdità di tale portata, basti pensare ai 500 che si erano accampati nei pressi della stazione Tiburtina e che l’11 giugno scorso, all’arrivo delle forze dell’ordine, si sono dileguati nel nulla. E che dire delle solite mamme, non certo italiane, che chiedono l’elemosina i metrò con il neonato addormentato in braccio?». Mi dispiace molto di assistere in questo modo alla sua deriva fascista: non compatisce nemmeno un attimo (compatire=patire insieme) quelle mamme costrette a chiedere l’elemosina per sopravvivere? Non riesce a comprendere il disagio di quei 500 che vivevano vicino a Tiburtina? Crede che potendo scegliere, le mamme e i 500 vivrebbero in questo modo?
Un saluto

Luigi


Caro Luigi,
sinceramente la «deriva fascista» non la capisco e un po’ mi offende: sono un convinto antifascista e ne vado fiero. Ma facciamo finta di niente e andiamo avanti: sinceramente, pur provando compassione (parola di cui conosco l’etimologia) per queste persone, ritengo che i clandestini – pur non essendo ovviamente topi o spazzatura – siano un problema che la politica deve risolvere. Mi chiedo però perché davanti ad una frase pur infelice di Beppe Grillo l’intellighenzia «di sinistra» sia insorta unita e taccia invece di fronte a Ignazio Marino, sindaco di Roma, che urla che quelli di destra «tornino dalle fogne da dove sono venuti invece di dare lezioni di democrazia e rigore a noi». Ah già, ma forse perché Marino è del Pd. Scusi la mia sbadataggine. Si può dire che la destra proviene dalle fogne ma è vietato mettere nella stessa frase topi, clandestini e spazzatura. È democrazia questa? O è solo servilismo e – nel caso di Marino – voler cercare di incolpare gli altri solo per cercare l’assoluzione degli elettori?
Un saluto

Tito Borsa

Tito Borsa

Giornalista praticante. Autore di Un silenzio italiano (Cleup, 2017), studio alla Scuola di Giornalismo della Luiss a Roma. Ho fondato La Voce che Stecca e l'ho diretta fino al 30 settembre 2017.

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