Fabrizio Rondolino: quando sarebbe meglio tacere

«Grave errore, di metodo e di merito, del compagno Andrea Orlando (Ministro della Giustizia, ndr). Non lo abbiamo messo al governo perché si occupi di politica» (3.6.15).
«È sempre una buona notizia un Pm (Casson a Venezia,
ndr) che perde le elezioni» (15.6.15).
«Dedichiamo la vittoria di Venezia all’indimenticato presidente Cossiga» (15.6.15).


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«Dopo aver scioperato contro le assunzioni, ora i sindacati degli insegnanti sciopereranno per averle #labuonascuola» (16.6.15).
«Anziché protestare per Sofri, la famiglia di Mario Calabresi potrebbe finalmente spiegarci come hanno assassinato Pinelli» (24.6.15).
«Calabresi è il responsabile dell’omicidio di Pinelli, depistò e intralciò le indagini, nessuno ha pagato» (24.6.15).
«Salvare la Grecia, assumere i precari… vincono sempre i peggiori» (24.6.15).
«Se la Consulta vuol decidere la politica economica del governo, è bene che si candidi alle elezioni» (25.6.15).
«Ma perché la polizia non riempie di botte sti insegnanti e libera il centro storico di Roma?» (26.6.15).
«Così semplice che lo può capire persino un insegnante» (26.6.15).
«Gli insegnanti che protestano sono semianalfabeti» (27.6.15).
«Un giorno Alexis Tsipras e Yanis Varoufakis verranno processati per crimini contro l’umanità» (28.6.15).
«Il referendum greco si chiama, tecnicamente, plebiscito, ed è ciò che fanno i dittatori» (28.6.15).
«(Berlusconi,
ndr). Un alleato ideale per gli insegnanti fancazzisti» (29.6.15).

rondolino2Fabrizio Rondolino, 55 anni, è una di quelle persone che hanno fatto del cambio di casacca una costante della propria vita. Dal 1986 al 1988 ha fatto parte della Direzione nazionale della Federazione Giovanile Comunista Italiana per poi andare a fare il cronista politico all’Unità. Dal 1996 al 1999 lo vediamo come responsabile della comunicazione nello staff di Massimo D’Alema anche quando quest’ultimo era presidente del consiglio. Poi ha collaborato con La Stampa, Vanity Fair, Donna Moderna, il Giornale e Europa. Attualmente collabora con Panorama e con il giornale online L’Intraprendente. Il suo credo politico è sconosciuto: siamo tutti d’accordo che lavorare in un giornale non significa necessariamente appoggiarne le idee politiche in toto; quando però il collaboratore si lascia andare a dichiarazioni tutt’altro che ambigue, uno schieramento è sottinteso. Da notare che nel 2012 viene scelto da Daniela Santanché come consigliere per la sua campagna elettorale nelle primarie del centrodestra, elezioni che poi ovviamente non si sono tenute. Ora, da renziano convinto, ha manifestato la definitiva abiura dalla definizione di giornalismo data da Pulitzer: «il cane da guardia del potere». Rondolino riporta i bastoni al padrone, e nemmeno così bene.

Tito Borsa

Ho fondato La Voce che Stecca e la dirigo dal 19 aprile 2014. Scrivo ogni mese sul Borghese e ogni tanto sul blog Sostenitore del Fatto Quotidiano. Una laurea in Filosofia all'Università di Padova

4 pensieri riguardo “Fabrizio Rondolino: quando sarebbe meglio tacere

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