La Pasqua di Mario Monti

Monti

Mario Monti è risorto. Dobbiamo ringraziare per questo Aldo Cazzullo che l’ha intervistato sul Corriere di ieri. Quale voce potrebbe descrivere meglio la situazione da rebus che sta vivendo la Grecia in questi giorni? «La Merkel sta vincendo la partita? O la sta perdendo? », chiede il giornalista. «La Merkel vince solo se tiene la Grecia dentro l’euro e favorisce l’accordo finale. Se invece si avesse la sensazione che la Merkel e Schäuble non hanno voluto l’accordo, in Europa ci sarebbe una rivolta degli spiriti, un tumulto delle anime: uno uno scenario drammatico, per l’Europa e per la Germania», risponde l’ex premier solenne. Paiono le profezie di Nostradamus: «Ci sarà una rivolta degli spiriti, un tumulto delle anime». Brrr, abbiamo già le gambe molli per la paura. «Se i leader, e parlo in generale, si imprigionano nello schema delle 140 battute di un tweet, allora non sono leader, ma follower. Se pensano ai dibattiti tv, dove prevali se esprimi un concetto in dieci secondi, allora saranno i populisti a prevalere; perché in dieci secondi riesci a esprimere solo tesi populiste». Così ha detto il genio della comunicazione, così allegro e incoraggiante da sembrare un automa. Un robot che usa a sproposito pure la terminologia di Twitter: i follower sono quelli «che seguono»; un populista o un annunciatore è tuttalpiù un «followed».

Mario Monti è risorto e forse non ne ha colpa alcuna Aldo Cazzullo: chi non muore si rivede e il senatore a vita (per meriti noti solo a Napolitano) è riuscito a riprendersi dalla batosta presa due anni fa alleMario_Montipolitiche: Scelta Civica, oltre a essere un partito con un nome senza senso e che schiera gente come Enrico Zanetti, si è rivelato un ectoplasma parlamentare, una presenza che c’è ma non si vede. Un fallimento totale, in altre parole. Secondo solo alla scissione degli alfanidi nel Nuovo Centro Detenuti.
Mario Monti, che non giudichiamo – non per bontà ma perché non ci compete – come bocconiano, come politico è stato un flop con sembianze umane (anzi, robotiche). Ci si chiede allora con che coraggio si sia fatto intervistare. Cazzullo ha condotto un’intervista sobria, pacata ed equilibrata: ha avuto pietà per l’anziano inerme. Poteva essere una Caporetto definitiva e invece è stato un tavolo di trattative diplomatiche. Il giornalista del Corriere ha probabilmente fatto la scelta giusta: non c’è motivo di umiliare ulteriormente un uomo già annichilito.

Tito Borsa

Ho fondato La Voce che Stecca e la dirigo dal 19 aprile 2014. Scrivo ogni mese sul Borghese e ogni tanto sul blog Sostenitore del Fatto Quotidiano. Una laurea in Filosofia all'Università di Padova

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