Lettere al direttore: parliamo di Grecia

Gentile Direttore,
in questi giorni di grande fermento democratico in Grecia mi aspettavo – sbagliandomi – un suo intervento a riguardo sulla
Voce. Non le sembra una notizia adatta al suo blog?

A. M.

Tsipras


Caro lettore,
oggi la accontentiamo! Scherzi a parte, nessuno di noi ha le competenze necessarie per dire la sua, se non di pancia, sulla questione greca. Oggi, come avrà forse già visto, abbiamo approfondito a modo nostro la questione della Grecia e non voglio ripetere qui quanto ho già spiegato nel mio editoriale di oggi. Non so come andrà questo referendum e soprattutto non so quali siano le precise conseguenze della vittoria del sì o del no: come spiegava alcuni giorni fa Luigi Zingales sull’Espresso, questo è un referendum sui generis: nel caso – per esempio – dell’aborto o del divorzio, erano chiarissime le implicazioni della scelta; in questo caso, vuoi perché è un evento inedito vuoi perché le conseguenze sono in gran parte affidate al libero arbitrio dell’Europa in un caso e del governo Tsipras dall’altro, non si può prevedere con assoluta precisione cosa accadrà. Nonostante questo, potessi votare segnerei con convinzione e senza esitazione alcuna su «Oxi», sul no perché la moneta unica europea va contro ogni mia idea di economia internazionale. Uscire dall’euro una volta che si è entrati è un grosso rischio però non mi sembra che ci sia alternativa se non si vuole continuare a sfamare i vampiri di Bruxelles. L’Europa ha perso.
Cordiali saluti

Tito Borsa

Ho fondato La Voce che Stecca e la dirigo dal 19 aprile 2014. Scrivo ogni mese sul Borghese e ogni tanto sul blog Sostenitore del Fatto Quotidiano. Una laurea in Filosofia all'Università di Padova

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