Oggi si può dire «No!»

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Oggi i greci hanno l’opportunità di dire «no» alle politiche autoreferenziali dell’Europa ed egemoniche della Banca centrale europea. L’Unione ha già da tempo, almeno per come la pensava a suo tempo Altiero Spinelli, esalato il suo ultimo respiro.
Nei giorni scorsi, a parte la campagna elettorale di Juncker per il sì che ha soppresso ogni sovranità nazionale, la Bce – controllando la sopravvivenza delle banche greche – ha dimostrato di poter dirigere il consenso da una parte o dall’altra pesando incredibilmente sul risultato che si avrà domani.
Questa è un’Europa che ci ha tolto la sovranità nazionale e i greci – si può essere d’accordo o meno sulle modalità – stanno cercando di riprendersela, almeno parzialmente. L’Ue è stata quella che nel 2010 ha dichiarato la Grecia «solvente», ossia in grado di ripagare tutto il debito, quando era già evidente che non sarebbe mai stato possibile.
Oggi i greci hanno l’opportunità di dire «no» mandando così un messaggio importante al loro presidente Tsipras: noi siamo con te.

Tito Borsa

Giornalista praticante. Autore di Un silenzio italiano (Cleup, 2017), studio alla Scuola di Giornalismo della Luiss a Roma. Ho fondato La Voce che Stecca e l'ho diretta fino al 30 settembre 2017.

Un pensiero riguardo “Oggi si può dire «No!»

  • luglio 5, 2015 in 2:15 pm
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    OXI, SIA!

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