Grecia: un «Oxi» per un’Europa migliore

Il dimissionario Yanis Varoufakis
Il dimissionario Yanis Varoufakis

Si è svolto domenica il referendum che ha cambiato definitivamente l’assetto dell’Europa in cui predominava un clima drammatico: qualunque fossero stati i risultati, i greci ne sarebbero usciti comunque tramortiti. Contro le austerità europee, il popolo ellenico di Alexis Tsipras si è recato alle urne barrando coraggiosamente ‹‹Oxi››, No, contro le austerità imposte dai creditori. Infatti, la Grecia il 30 giugno non ha restituito 1,6 miliardi di euro al Fondo monetario, fronteggiando così innumerevoli debiti che si sommavano a quelli già esistenti. È sorto dunque un muro divisorio tra Atene e Bruxelles, ora più solido che mai. A vincere è stata la speranza, la dignità. Ha vinto la democrazia contro la pseudo austerità tedesca convinta che la politica di Alexis Tsipras sia «rigida e ideologica» e che il premier greco stia «portando il suo Paese a sbattere contro un muro, ad occhi aperti». La battaglia di Tsipras non è Tsiprasperò giunta al termine: il prossimo passo è tornare al tavolo per negoziare un nuovo accordo con i creditori in modo che la Grecia possa usufruire dell’aiuto dei Governi europei. Qualora questi ultimi interpretassero negativamente il voto espresso nelle urne, la Grecia uscirà dall’Ue, giocando, se così vogliamo dire citando Renzi, un vero e proprio derby tra dracma ed euro. Una partita all’ultimo fischio tra Bce e Grecia supervisionata dalla politica tedesca ed italiana. Infatti, amareggiata per il No ellenico, la cancelliera Angela Merkel vola sopra i cieli parigini per incontrare il presidente Hollande decidendo insieme le prossime mosse e, Renzi, preoccupato dal risultato del referendum, ha convocato questa mattina il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan. Ieri ha annunciato le sue dimissioni il ministro greco delle finanze, Yanis Varoufakis. La scelta pare dipendere dall’opinione dell’Eurogruppo che preferirebbe giungere ad accordi solo ed esclusivamente con lo stesso Tsipras. Non appartenendo ad un’Europa democratica, il ministro greco preferisce allontanarsi continuando, però, la sua battaglia contro i creditori terroristi. Cosa dovrà aspettarsi il popolo dell’antica Ellade? Sicuramente migliori trattative poiché ha dato una lezione di vita e di politica a tutta l’Europa. Non è un caso che la parola democrazia deriva etimologicamente dal greco.

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