Mafia anche in Abruzzo? La risposta di Elisa Climastone

Cara Climastone,
Innanzitutto mi congratulo con lei per la sua promozione a vicedirettore di questo splendido blog: è una ragazza coraggiosa ma tutto sommato dolce, tenace ma modesta. Mi sbaglio?
Le scrivo per chiederle un parere sulla presenza mafiosa in Abruzzo. Che ne pensa?

Anna Z.


Carissima Anindexna,
la ringra
zio di cuore per le belle parole; fa sempre piacere ricevere incoraggiamenti dai lettori. Prima di rispondere alle sue domande la pregherei (ovviamente mi rivolgo a tutti i lettori presenti e futuri) di darmi del tu. Ho solo diciannove anni. Più che di coraggio, io parlerei di ambizioni. Vengo da una famiglia umile, modesta, che ha sempre appoggiato ogni mia decisione. Noi tutti siamo il frutto della nostra educazione e il merito di ciò che sono (e che sarò) è di tutti coloro che hanno speso del tempo per migliorare il mio percorso di vita. Successivamente lei mi domanda cosa pensi io della mafia. Ho scritto diverso tempo fa un articolo toccando questo tema. Per una come me, che sogna di lavorare nell’antimafia, le risponderei che è un cancro mortale. Lo è ancor di più se si posa nella terra in cui sei nato. Chi soffre è L’Aquila. Perché secondo lei la ricostruzione della mia città, devastata dal post terremoto, è ferma? È la mafia. Sono stati confiscati beni a diversi imprenditori che volevano fare affari con il sisma; la camorra riesce ad intrufolasi sempre nei grandi appalti pubblici e sa di chi è la colpa? Nostra. Sfatiamo il mito che la criminalità organizzata sia solo nei vicoli della Sicilia e della Campania. La mafia è ovunque.
Spero di essere stata esaustiva, un caro saluto.

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