Non sparate sui blogger

Cari lettori e soprattutto care lettrici,
dopo un anno e tre mesi dalla nostra apertura, è giunto il momento di rivelare uno scoop pazzesco, col quale tutti i quotidiani europei apriranno domani: io non sono un giornalista, nessuno della «sporca decina» che scrive sulla Voce è un giornalista e questo blog non è una testata giornalistica. Speriamo di non avervi fatto fare un coccolone: certe notizie possono davvero compromettere la salute di chi le legge.

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L’offerta di lavoro «incriminata»

Come? Lo sapevate già? Non me lo aspettavo, ma forse è perché – tanto per prendere 3 esempi – ne avevamo già parlato qui, qui e qui.
Ci teniamo a ripetere che non siamo dei giornalisti perché ieri pomeriggio è successa una cosa abbastanza singolare: abbiamo postato sul gruppo Giornalisti italiani su Facebook lo screenshot di un’offerta di lavoro in cui si cercava una redattrice (rigorosamente donna) che sarebbe stata pagata 250 euro, non si sa se netti o lordi, per 300 articoli in un mese. Essere pagati meno di un euro a pezzo è davvero una vergogna. La cosa singolare è che molti membri di questo gruppo hanno preferito attaccare me perché «dirigo» questo blog anziché indignarsi per quella proposta di lavoro. Questa discussione ci permette di fare qualche riflessione, partendo dalle accuse che mi sono state fatte:
1. la Voce non è una testata regolarmente registrata al tribunale. Su questo c’è davvero poco da discutere a meno che non si ritenga insufficiente una sentenza della Cassazione che nel 2012 ha stabilito che un blog non è una testata giornalistica. Noi non pretendiamo di esserlo e non abbiamo mai dichiarato il contrario;
2. il sottoscritto si spaccia per giornalista. Questa affermazione è frutto o di malafede o di incapacità di comprendere quanto si legge: non ho mai detto di essere un giornalista, ma ho ripetuto più volte un concetto diverso: pur non essendo io iscritto all’Ordine (verrò lapidato per questo), mi sento di dire che su queste pagine, sul Corriere del Veneto e sul Borghese faccio comunque informazione perché, tecnicamente parlando, informo i lettori. Avevo persino storpiato una citazione di Forrest Gump per spiegarlo meglio: «giornalista è chi il giornalista fa». Da questo a dire che io mi spaccio per giornalista c’è una grande differenza;
3. voi non siete una testata però avete un «direttore» che scrive «editoriali», un «vicedirettore» e pure una «redazione». Solo una testata giornalistica può avere questi soggetti? Ditecelo così io cambio la mia carica in «camionista», la Climastone in «vicecamionista», la redazione diventa «insieme dei piccoli camionisti» e i miei articoli (oddio mi correggo: i miei scritti) li definiamo «frenate del camion». Ironia a parte, quello che voglio dire è che queste cariche non sono esclusive dell’ambiente giornalistico: io non sono «direttore responsabile». Per quanto riguarda la storia degli editoriali: su un blog è vietato scriverne? Ma non diciamo idiozie.

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È davvero triste indignarsi per una piccola realtà come la nostra e non per le vergognose offerte di lavoro responsabili dello svilimento della professione. Ed è altrettanto avvilente vedere giornalisti (quindi responsabili dell’informazione) remare contro il nostro progetto: sarò un caso isolato, però io sono sempre contento quando trovo una realtà indipendente che – a differenza di tanti altri siti web – non fa disinformazione. Abbiamo fatto degli errori in questi mesi, ma stiamo anche imparando come si lavora. Non togliamo lavoro a nessuno: facciamo un genere di informazione che non si trova altrove e quindi non ammazziamo la concorrenza. E poi, di che concorrenza stiamo parlando? Volete farmi credere che noi, con 2 o 3 articoli al giorno, facciamo concorrenza a un quotidiano?
Concludiamo facendo presente ai tanti nostri detrattori, che ieri sul gruppo Facebook hanno dato il meglio di sé, che è ridicolo sfotterci per i numerosi refusi nei post che pubblichiamo: non abbiamo dei redattori pagati per correggere i pezzi e il più delle volte è compito mio, che pure nella vita faccio altre cose. Noi diamo sempre il massimo ma non abbiamo i mezzi per fare un lavoro perfetto. Entrate nel merito di ciò che scriviamo e ogni critica sarà discussa con la massima apertura mentale.
Buona giornata

 

Tito Borsa

Ho fondato La Voce che Stecca e la dirigo dal 19 aprile 2014. Scrivo ogni mese sul Borghese e ogni tanto sul blog Sostenitore del Fatto Quotidiano. Una laurea in Filosofia all'Università di Padova

5 pensieri riguardo “Non sparate sui blogger

  • luglio 11, 2015 in 9:49 am
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    Parole sante! Siamo con voi!

  • luglio 12, 2015 in 11:59 am
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    Che tristezza… non c’è altro da dire

  • agosto 10, 2015 in 3:40 pm
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    interpretazione legale: esercizio abusivo della professione giornalistica. sei più furbo di chi ha fatto gavetta, pratica ed esame di stato?

    • agosto 10, 2015 in 8:06 pm
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      Non si tratta di furbizia. La invito a leggere quanto ho scritto qui http://lavocechestecca.com/index.php/2015/07/11/bru-vio/
      Nel caso in cui non volesse/potesse perdere il suo prezioso tempo, le faccio un riassunto della parte che le interessa: secondo l’articolo 3 bis del Decreto-Legge n.63 del 18 maggio 2012, le testate periodiche unicamente online che abbiano introiti inferiori a 100.000 euro (i nostri sono pari a ZERO) e che non intendano richiedere finanziamenti pubblici, non sono obbligate ad avere un Direttore responsabile iscritto all’OdG (noi semplicemente non ce l’abbiamo) e non devono essere iscritte al Tribunale di competenza. Io faccio il blogger, non il giornalista, e non è neppure la mia professione; quindi di che “esercizio abusivo della professione” parla?
      Per i dettagli http://lavocechestecca.com/index.php/es-abus/

    • agosto 30, 2015 in 4:35 pm
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      Sante lei è proprio un poveretto

I commenti sono chiusi

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