Manifesto della Voce che Stecca

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Non pretendiamo di far ridere con i nostri pensieri e le nostre riflessioni. Pretendiamo di far incazzare: un’incazzatura sana, fonte di una riflessione altrettanto salvifica. Non siamo giornalisti né pretendiamo di esserlo: diamo notizie con elegante ritardo, spesso ignoriamo anche alcuni scoop (sia in maniera deliberata sia per mancanza di personale). Noi non comunichiamo al lettore dei fatti di cui non è a conoscenza. Vogliamo instaurare con lui un dialogo che parte (ma non si ferma) con la nostra lettura dei fatti, la nostra interpretazione, la nostra riflessione a riguardo. Poi tocca al lettore e poi, eventualmente, ancora a noi.
Chi afferma che la nostra è una testata giornalistica clandestina non sa quello che dice: noi siamo qualcosa di completamente diverso. In una parola non sapremmo definirci, quindi è meglio usare la perifrasi «blog di libera informazione»: un blog lo siamo di certo, sull’informazione possiamo anche starci, e sulla libertà non abbiamo dubbio alcuno.
Siamo liberi, indipendenti e feroci. Tre aggettivi che meglio di tutti ci qualificano e qualificano il nostro lavoro. Liberi perché possiamo dire – nel rispetto della legge – quello che vogliamo, indipendenti in quanto non abbiamo nessun interesse a sostenere questa o quella parte politica, feroci perché solo criticando pesantemente possiamo far incazzare e (forse) reagire il lettore. Si tratta sempre di una risposta non violenta ma comunque decisa. Questo è il nostro obiettivo.
Il tutto comunque condito con una buona dose di ironia, per smorzare i toni e per evitare di rendere un calvario la lettura di ogni pezzo.

Tito Borsa

Ho fondato La Voce che Stecca e l’ho diretta fino al 30 settembre 2017. Una laurea in Filosofia all’Università di Padova e molti progetti per il futuro.

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