Addio ai forestali: forse diverranno Polizia di Stato

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Il difensore per eccellenza dell’ambiente del nostro Paese sembra essere al capolinea della sua esistenza. Ad affermare ciò è il primo del Senato alla riorganizzazione del Corpo Forestale dello Stato. Tutto tace sopra le orribili ingiurie politiche di questo Paese. Infatti, non tutti sanno che centonovantatré (193) anni di onorata carriera sembrano destinati all’oblio: dal Corpo Reale della Forestale, che partecipò assiduamente all’unificazione dell’Italia, alla Milizia nazionale, sotto il regime fascista.  Sopprimere un Corpo Statale: assurdo, vero?  Eppure nella patria dei santi e dei poeti, sembra diventare possibile.  Perché? I politici italiani vi danno il nome di «tagli» ma per il popolo si chiamano «beffe». L’ultimo emendamento votato da più di cento senatori non vuole sopprimere, bensì accorpare il Cfs alla Polizia di Stato. 

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Sfatiamo dunque il mito rivolto a coloro che sognano che nulla muterà una volta giunti, se così possiamo dire, alla famosa trattativa: verranno spostati i delegati e gli addetti alle pratiche pubbliche in luoghi non ancora noti e le piccole sedi delle province verranno, citando Salvini, rase al suolo. Ai famosi tagli si aggiungono i costi di corsi di aggiornamento, divise, riorganizzazione di tutta la Forza dell’Ordine.  E intanto il futuro si mostra incerto per coloro che desiderano entrare in questo Corpo, per coloro che vi lavorano e, infine, per tutti quelli che amano l’ambiente.  Già, l’ambiente. Tanto caro all’Italia quanto poco rispettato. Come può un agente di polizia adempiere alle stesse funzioni di un forestale e viceversa? Basta soltanto soffermarsi un attimo e riflettere sulle possibili conseguenze qualora l’ipotesi dell’accorpamento diventasse una certezza.  Il forestale tutela importanti aree naturali, previene incendi e collabora insieme ad associazioni ambientaliste. Fremono infatti gli animi di Greenpeace, Wwf, Fai, Lipu e molti altri che hanno deciso di essere accanto al Corpo, scrivendo una lettera al Senato per protestare al fine di salvaguardare la nostra Terra. Perché non importa dove viviate, mare o montagna che sia, non bisogna essere per forza circondati dalle catene di San Candido per essere a «un passo dal cielo».

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