Santa Imu, speriamo la aumentino!

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La novità di Renzi è una clamorosa svolta a destra: sabato, all’assemblea del Pd, il premier ha fatto suo il mantra di Berlusconi: meno tasse. A parte il fatto che l’ex sindaco ha voluto metterci la firma scandendo in 3 anni (2016-2018) questa rivoluzione e a parte il fatto che questa trovata che (almeno per ora) è solo propaganda sembra voler compensare i guai e il calo di consensi di premier e governo, suona folle (come del resto quando lo diceva Silvio) voler per forza abolire la tassa sulla prima casa. Siamo tutti d’accordo che l’abitazione per molte famiglie (fra le poche che se la possono permettere) significa il raggiungimento di un traguardo che può consistere per tanti nell’avere un contratto di lavoro tale da potersi permettere un mutuo; e siamo altrettanto d’accordo che sia antidemagogico combattere affinché la tassa sulla casa rimanga e (magari) venga persino aumentata. Ovviamente abbassando le altre.
Matteo_renzi_(giugno_2013)_02Ma, nonostante questo, dobbiamo partire dal presupposto che siamo in un paese di furbi e di evasori, di famiglie che intestano la casa al mare al marito mentre quella in città è di proprietà della moglie, tanto per fare un esempio. Abolire l’Imu sulla prima casa, oltre a togliere fondi ai comuni, permette a molti cittadini (di certo con poche difficoltà economiche) di fare «giochi» come quelli appena descritti, abbassando ulteriormente il ricavo che va allo Stato. Come se non bastasse questo, si dà il caso che la tassa sulla casa sia l’unica tassa che non si può evadere. Mi spiego meglio: se un negoziante può non emettere lo scontrino oppure un cittadino può dichiarare al fisco metà del suo reddito «facendo sparire il resto», l’esistenza di un edificio è fisicamente e giuridicamente innegabile. E questo edificio a qualcuno deve pur appartenere. Non importa se casa mia la intesto a mia sorella, a mia madre o al Padre Eterno: il proprietario deve comunque pagare le tasse su quell’abitazione. Da qui il nostro invito, nemmeno troppo provocatorio, ad alzare l’Imu, abbassando magari l’Iva rendendo così ancor meno conveniente l’evasione. Vanno bene (si fa per dire) gli slogan di pura propaganda, ma un po’ di seria «politica realistica» qualche volta non guasterebbe.

Tito Borsa

Giornalista praticante. Mi occupo principalmente di inchiesta giudiziaria. Autore di "L'Affaire Somalia. Romanzo di una strage" (2020) e di "Un silenzio italiano" (Cleup, 2017). Ho fondato La Voce che Stecca e l'ho diretta fino al 30 settembre 2017.

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