Recensioni fasulle sul web, un esempio è nell’aquilano

La chiesa di S. Maria dei Raccomandati a San Demetrio Né Vestini (AQ) dopo il sisma del 6/4/2009
La chiesa di S. Maria dei Raccomandati a San Demetrio Né Vestini (AQ) dopo il sisma del 6/4/2009

Quanto possono essere vere le recensioni che vengono diffuse in rete? È una sentenza molto difficile da affermare ma, si sa, il web molto spesso veste i panni del Dottor Jeckyll e di Mister Hyde: da un lato è una fonte preziosa di conoscenza, dall’altro cosparge le menti di inutili idiozie. San Demetrio Né Vestini, un piccolo paese di 1800 abitanti (tra cui la sottoscritta) che dista da L’Aquila circa quindici km, nel 2002 è stato vittima di diffamazione da parte del web, anche se a questa diffamazione è stato dato il risalto che merita solo nei giorni scorsi. Cari lettori, mi scuso davvero per quello che leggerete in seguito ma tutti, dal bambino all’anziano, avevano il diritto di far sentire la loro voce. Per questo non posso non ringraziare il direttore, nonché mio amico da diversi anni, Tito Borsa per aver dato la possibilità ad un intero paese di far luce su alcuni fatti. Si ha l’opportunità di scrivere? Si scrive. Di diffondere? Si diffonde.  Tutto è cominciato con questa recensione.

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È un articolo presente in un blog di viaggi, scritto da un ignoto firmato «giorgio_c» e pubblicato, su un social network, dalla pagina «Cuore Sandemetrano» e commentato da Erica Sturba, una mia compaesana, laureata in Giurisprudenza, ora collaboratrice di cattedra all’Università di Perugia. Con rabbia ed indignazione, Erica, insieme ad altri, ha fatto sentire la sua voce smuovendo gli animi dei sandemetrani. A suscitare scalpore non è stato l’articolo in sé ma il fatto che sono state toccate persone con un passato non facile senza aver dato loro modo di replicare. Parlo di Attilio, Giorgioantonio e Mario. Non voglio scendere nei dettagli e raccontarvi la loro storia (semmai qualcuno volesse conoscerla ne sarei lieta). Posso solo assicurarvi che, da diciannove anni a questa parte, Attilio, Mario e Giorgioantonio non hanno mai perso la voglia di vivere nonostante il loro travagliato destino. Tanto meno sono qui a fare un’apologia alla squadra calcistica delle «“trippette” sporgenti e “penne bianche”» (meglio nota come Acd San Demetrio Né Vestini) che, a dir la verità, fa invidia a tutta la vallata. Sono qui a fare informazione, o meglio ci provo. Il sisma ha messo in ginocchio ogni angolo del cratere aquilano, tra cui, senz’altro, si annovera anche San Demetrio Ne’ Vestini. Ci sono difficoltà oggettive, come quelle di cui è teatro il nostro piccolo centro quando viene il gelido inverno e fuori nevica e in tutti borghi le strade secondarie rimangono sporche e la viabilità è quasi impossibile per colpa dell’insufficienza di mezzi adeguati (addebitabile ad una scarsità di risorse economiche) ed i giovani del paese (e dintorni) non hanno punti di ritrovo. Il tetto del Palazzo dei Preti Rogazionisti, gravemente danneggiato dal terremoto, che si erige davanti la Piazza Garibaldi sta crollando e il grande edificio scolastico di epoca fascista, anch’esso inagibile, che ha visto crescere diverse generazioni (inclusa la mia), rimane lì, a marcire, circondato da erbacce e sterpaglie, perché l’amministrazione ha le mani legate da una burocrazia lenta e complicata. Sono questi, forse, gli aspetti negativi che vale la pena di sottoporre all’attenzione dell’«Alta Politica» e del turista curioso, e non le inutili e sciocche critiche mosse a vuoto contro un qualcosa che funziona a prescindere dalle risorse, come il Lago Sinizzo, che gode di una naturale bellezza. Non voglio entrare in questioni burocratiche, non mi compete, ma ci ho messo, anzi ci hanno messo tutti la faccia muovendosi in rete pur di rispondere a ciò che è emerso. In poche righe, ho solo riportato quello che vedo, senza entrare in questioni personali, basandomi esclusivamente su dati oggettivi. Ed è ciò che avrebbe dovuto fare veramente anche «giorgio_c».

N.B. Un ringraziamento va a Erica Sturba che ha speso parte del suo prezioso tempo per collaborare alla stesura di questo breve scritto.

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