L’Aquila mostra la sua faccia peggiore

Dalla nostra corrispondente L’Aquila
«
Non tengo cchiù niente». Ha affermato così, in un recente interrogatorio, Pierluigi Tancredi, ex consigliere comunale aquilano di centrodestra, finito ai domiciliari sia nel gennaio 2014, durante l’inchiesta «Do ut des» su tangenti e appalti di messa in sicurezza, e sia per la nuova indagine, «Redde rationem», letteralmente «chiedere conto», nella quale gli viene contestata anche l’accusa di estorsione a imprenditori per continuare a tacere negli interrogatori. All’epoca dei fatti, ci fu un pactum sceleris, un patto per delitto, tra gli imprenditori e colui che, più di sei anni fa, era considerato un grande personaggio di punta del capoluogo.

Le tangenti per i puntellamenti di edifici danneggiati circolavano per un’agenzia matrimoniale e una società di consulenze: il tutto supervisionato dalla mano della grande politica aquilana che garantiva l’ok per l’appalto. Infatti, l’oramai ex consigliere comunale offriva appalti pubblici e privati a diverse imprese, che si sono spartite formalmente i lavori. «Potevo dire tante cose alla magistratura e non le ho dette, per questo ti chiedo un aiuto economico». È, in sintesi, una richiesta di denaro da parte di Tancredi. Voleva soldi in cambio di silenzio. È una storia già vista, ormai ripetuta. È un vero e proprio atteggiamento corruttivo. Nel mirino della magistratura, dunque, non compare solo il nome dell’ex consigliere: nel calderone si susseguono i nomi di altri cinque imprenditori, condannati ai domiciliari, e più di tredici indagati.  Ad interrompere questa attività criminosa e a riportare alla superficie ciò che veramente si celava dietro l’omertà è Ultimo, l’ufficiale dei carabinieri che arrestò il boss mafioso, Totò Riina. C’è chi sostiene che un comportamento simile sia presente in una regione in cui è riuscita ad intrufolarsi la criminalità organizzata. In una regione in cui è cominciata a persistere la legalizzazione di un’economia mafiosa. Perché, da sempre, la politica è il «motore» del denaro pubblico e la minima via d’accesso null’altro è se non un illecito arricchimento personale. Ed è questa, purtroppo, l’altra faccia di questa città.

Un pensiero riguardo “L’Aquila mostra la sua faccia peggiore

  • agosto 5, 2015 in 4:41 pm
    Permalink

    Brava Elisa!

I commenti sono chiusi

Shares