Sono un buonista perché…

Sono un buonista perché ho letto la Costituzione e ho visto che per ottenere l’asilo politico non serve provenire da un paese in guerra, ma da uno Stato dove non siano garantite le libertà democratiche garantite dalla nostra Carta.
Sono un buonista perché ritengo inammissibili proposte che contemplino l’affondamento dei barconi.
Sono un buonista perché rifletto e riflettendo ho capito che rimandare a casa i non-profughi ha un costo e non è affatto scontato che sia la scelta migliore.
Sono un buonista perché considero disumane le condizioni in cui gli immigrati sono costretti a vivere e poi però ritengono una buffonata l’idea di accoglierli a casa mia: non sono io a dover trovar loro una sistemazione.
Sono un buonista perché ho studiato e ho visto che affermare che gli immigrati sono degli «ingrati» è una solenne idiozia perché l’accoglienza è un obbligo e non un favore.
Sono un buonista perché punirei alcuni politici che sull’immigrazione stanno facendo una campagna elettorale permanente aizzando folle nelle quali ci può anche essere qualcuno che dalle parole colme d’odio passa rapidamente ai fatti.
Sono un buonista anche se non capisco cosa ci sia di male a esserlo.
Sono un buonista anche se non capisco il significato di questa parola.
Sono convinto che buonista è sempre un gradino più su di leghista.

Tito Borsa

Ho fondato La Voce che Stecca e la dirigo dal 19 aprile 2014. Scrivo ogni mese sul Borghese e ogni tanto sul blog Sostenitore del Fatto Quotidiano. Una laurea in Filosofia all'Università di Padova

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